Proteste
Rubate le offerte per la bimba malata
Furto ignobile al Caffè Da Dà: la cassetta conteneva centoventi euro. La titolare: «Impossibile immaginare una cosa così»
PIETRASANTA. Era una signora come tante. Volto comune, niente di sospetto. Una cliente normale, insomma, che ha preso il caffè e ha giocato al lotto, spendendo otto euro. Quello che non è normale è che questa signora non solo se n’è andata via senza pagare, ma ha anche approfittato della distrazione generale per svuotare una cassettina con centoventi euro di offerte per una bimba malata di tumore. Lasciando affranta Giuseppina Coluccini, la titolare del Caffè Da Dà in via del Crociale a Pietrasanta, dove sabato scorso è avvenuto questo furto ignobile. Su cui ora indaga il commissariato di Forte dei Marmi.
Ad accorgersi del furto è stata la stessa Giuseppina Coluccini, che teneva sul bancone la cassettina di offerte per la piccola malata, soldi raccolti grazie anche alla generosità dei clienti del bar e della comunità pietrasantina.
«Sabato pomeriggio si è presentata nel bar una donna - ricostruisce la commerciante - ha voluto un caffè, poi ha giocato all’Enalotto, ma al momento di pagare ha accampato una scusa, sostenendo di non avere i soldi. Ha detto che sarebbe andata a prenderli dal marito e poi sarebbe tornata per pagare. La donna è tornata, mi ha chiesto un bicchier d’acqua e io sono andata un attimo sul retro. Quando sono rientrata, la donna era scomparsa. E con lei anche i centoventi euro della cassettina».
«È stato un brutto gesto - prosegue la commerciante - purtroppo al mondo esistono anche queste persone. Noi, nel nostro bar, abbiamo cercato di dare una mano a chi è in difficoltà, e non ci saremmo certo aspettati che avvenisse una cosa del genere. Non si possono immaginare, gesti del genere».
Sull’episodio indaga il personale del commissariato di polizia di Forte dei Marmi, che sta raccogliendo dettagli utili per poter identificare l’autrice di questo furto.
Secondo le prime testimonianze fornite alla polizia, non si tratterebbe di una cliente abituale del bar. La sua descrizione fisica e la descrizione di quanto accaduto sono state fornite da chi in quel momento si trovava nel Caffè, per far sì che possa essere individuata.
Non è da escludere che l’autrice del furto sia abituata a compiere gesti simili, vista la destrezza con cui ha agito, ma oltre a lei che materialmente ha preso i soldi, si pensa che possa esserci stato anche chi le ha dato un mano. Un palo, o qualcosa del genere, che l’abbia supportata nello svuotamento della cassetta delle offerte. E che quindi possa essere nello stesso tempo responsabile, in concorso, del furto.
Di conseguenza, la polizia è sulle tracce non solo di una donna, ma anche di chi era a fare da palo.
Resta l’amarezza di chi in questi mesi aveva contribuito a raccogliere soldi per la bambina. La cui generosità è stata frustrata dalla mancanza di scrupoli di una ladra. Da parte degli avventori del bar, tuttavia, è stato assicurato che la loro generosità e voglia di donare non si fermeranno di fronte a questo gesto vigliacco.
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