Sicurezza
In venti chiedono per Monciatti la commissione disciplinare
VIAREGGIO. Convocare il consiglio della Misericordia «con la funzione di commissione disciplinare»: è la richiesta arrivata al consiglio della Misericordia e sottoscritta da venti firme di...
VIAREGGIO. Convocare il consiglio della Misericordia «con la funzione di commissione disciplinare»: è la richiesta arrivata al consiglio della Misericordia e sottoscritta da venti firme di altrettanti iscritti alla associaizone di volontariato. Con la motivazione che gli stessi sottoscrittori della richiesta di convocazione «sono venuti a sapere che il presidente dell’Arcionfraternita ha deliberato e messo in atto atti amministrativi contrari alle decisioni del consiglio prese a maggioranza assoluta». Il riferimento è alla comunicazione ai consiglieri datata 5 febbraio scorso che ha come numero di riferimento U/00061/15.
La richiesta è valida come atto con il quale i consiglieri «sporgono reclamo contro il presidente Roberto Monciatti» e chiedono la convocazione del consiglio nella forma indicata, visto che l’articolo quattro del regolamento dell’Arciconfraternita stabilisce: «Il presidente non può essere giudicato e punito che dal consiglio dell’Arciconfraternita al quale dovrà essere indirizzato ogni reclamo che si intenda sporgere contro di esse».
Questa richiesta fa seguito alla sfiducia dei giorni scorsi nei confronti dello stesso Monciatti a firma di tredici consiglieri, e dunque della maggioranza del consiglio. Quello che non si capisce è come mai gli organismi regionali della Misericordia ancora non abbiano ritenuto di affrontare la situazione viareggina, contrassegnata da una grave crisi economica che ha dato più di un segno tangibile di cosa stava accadendo. Dalla caduta libera di ReteVersilia, ai posti di lavoro tagliati nelle cooperative che per la Misericordia lavoravano, alla chiusura dei servizi e così elencando.
Oltre ai fatti, oggi, c’è la presa di posizione - nomi e cognomi - alla quale non si era mai arrivati. Un passo in avanti decisivo perché si arrivi a fare chiarezza di quanto sta accadendo in via Cavallotti.
Donatella Francesconi
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