Finanza
Ecco quello che non si è visto
In scaletta anche le date dei prossimi corsi. E un ricordo della strage di Parigi
VIAREGGIO. E' sempre difficile raccontare cosa non è andato in onda di una trasmissione televisiva. E soprattutto può risultare un esercizio inutile. Ma stavolta, forse, vale la pena di farlo. Per rendere giustizia a chi – come Federico Monechi e Marco Hagge, i due giornalisti della Rai che hanno condotto la trasmissione – aveva studiato in ogni dettaglio ciò che sarebbe dovuto andare in tv e che invece, da casa, non si è visto a causa di un problema tecnico ai microfoni che ha impedito i collegamenti dalla piazza dove erano schierati i carri. E lo possiamo raccontare con cognizione di causa perché il sottoscritto – in qualità di ospite del programma insieme al collega Paolo Di Grazia della Nazione – a quei microfoni che non volevano saperne di funzionare avrebbe dovuto parlare.
Non si sono udite, ad esempio, le date dei prossimi corsi mascherati del 22 e 28 febbraio. Una “pecca” che molti – nei commenti sui social network successivi alla diretta – hanno ripetutamente sottolineato. E che effettivamente avrebbe contribuito ad una promozione del gran finale del Carnevale di cui Viareggio ha un immenso bisogno. Ma proprio un appuntamento con i prossimi due corsi era previsto in scaletta in uno degli interventi che doveva essere fatto ai piedi dei carri.
Ma c'era molto di più, in quella scaletta diventata carta straccia pochi minuti dopo l'inizio della diretta. C'erano, ad esempio, tanti riferimenti alla storia del Carnevale di Viareggio: alla tradizione della satira politica, ai novant'anni della nascita della cartapesta, ai giornali di tutto il mondo che in queste settimane hanno pubblicato articoli dedicati ai carri, ai valori della pace che sono nel Dna della nostra manifestazione... Insomma a tante piccole e grandi curiosità che servivano ad incuriosire il pubblico da casa (e magari invogliarlo a prendere la macchina o il treno e venire ad una delle prossime sfilate).
Fra gli interventi in programma doveva esserci anche un gesto simbolico nei confronti delle dodici vittime della strage di Charlie Hebdo che fino ad oggi né la Fondazione Carnevale né i carristi hanno ritenuto opportuno di dover fare: una grande matita di cartapesta dipinta con i colori dell'arcobaleno (e realizzata nel giro di pochi giorni da Roberto De Leo, che almeno ringraziamo via giornale) che voleva essere un segno di solidarietà nei confronti di chi è morto per il sacrosanto diritto di poter esprimere un'idea e al tempo stesso un segno di non violenza.
Tutto questo non si è visto, ma sarebbe dovuto andare in onda se non ci fossero stati i guai ai microfoni. Che poi, in una azienda come la Rai, certi inconvenienti non debbano accadere è tutta un’altra storia...
@ClaVecoli
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