Sicurezza
La Finanza torna in municipio a Viareggio
Nel mirino gli atti del consiglio comunale risalenti al 2011 e contestati nell'ambito della relazione del Mef
VIAREGGIO. Guardia di finanza ancora alla ricerca di carte in Municipio. Lunedì 16, nella mattinata oggetto di interesse delle Fiamme gialle è stata l’attività del consiglio comunale 2011, Giunta Lunardini. Il 2011 è l’anno più sotto accusa nella relazione frutto dell’ispezione del ministero dell’economia (Mef), arrivata in Municipio a fine luglio 2014 e oggetto, da qualche mese, dell’indagine aperta dalla Procura di Lucca (pm Fabio Origlio).
Su quali atti si sia concentrata l’attenzione degli inquirenti in relazione all’attività del consiglio comunale in questione lo racconterà l’esito dell’indagine. Certo è che qualche traccia la dà la stessa relazione del Mef, là dove prende in esame le operazioni per chiudere il bilancio 2011 che il consiglio comunale ha poi approvato. Tra queste, anche la riduzione del capitale della Viareggio patrimonio per 4 milioni. Ecco cosa ne pensa Luciano Cimbolini, ispettore del Mef che firma la relazione: «Soltanto tenendo presente che l'amministrazione ha chiuso in disavanzo di tre esercizi precedenti al 2011 e che, qualora non si fosse riassorbito il disavanzo, sarebbe scattata l'applicazione dell'articolo 141 del Tuel (scioglimento del consiglio), si può comprendere la reale portata di quest'operazione contabile». Che aveva per oggetto «dei valori patrimoniali infragruppo fra due soggetti (Viareggio Patrimonio e Comune) entrambi in grandissime difficoltà finanziarie e dalla quale non è sortita nessun movimentazione di denaro a favore del Comune».
Dello stesso “pacchetto” di contestazioni fanno parte l’acquisto di parte della circoscrizione Marco Polo e della stalla per i cavalli della polizia di Stato, l’utilizzo delle somme ricevute dalle assicurazioni in seguito al disastro ferroviario 2009. «Tenuto conto dell'effettivo andamento della gestione, quantomeno negli esercizi 2009, 2010 e 2011 - continua Cimbolini - i disavanzi di amministrazione e i deficit correnti risultano finanziati solo contabilmente, ma non sostanzialmenle. Questo ha comportato una palese violazione dei principi che regolano la programmazione di bilancio degli Enti locali previsti dall'articolo 151 del Tuel».
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