Gioco
Il caso finanziamenti: «I soldi? Arrivavano senza chiedere»
VIAREGGIO. «Quando avevamo necessità di liquidità, i soldi ce li trovavamo sul conto, senza nemmeno la determina...»: questo si racconta in casa delle Fondazioni culturali viareggine che hanno...
VIAREGGIO. «Quando avevamo necessità di liquidità, i soldi ce li trovavamo sul conto, senza nemmeno la determina...»: questo si racconta in casa delle Fondazioni culturali viareggine che hanno attraversato un’età dell’oro ben descritta nella relazione seguita all’ispezione del ministero dell’economia. «Per quanto concerne i rapporti con le Fondazioni Carnevale e Festival Pucciniano va evidenziato - scrive Cimbolini - come, seppur l'amministrazione qualifichi le risorse reperite facendo ricorso al debito e trasferite dal bilancio comunale a detti soggetti quali apporto di patrimonio, in realtà le stesse non siano mai collegate ad una effettiva e ben individuata attività di sviluppo patrimoniale dei soggetti stessi».
Le delibere di Giunta allegate alla relazione del Mef sono del 2006, 2007 e 2008 (amministrazione Marcucci): Fondazione Carnevale e Fondazione Pucciniano ricevono finanziamenti importanti dal Comune derivati da «mutui da contrarre». In violazione dell’articolo 119, comma 6 della Costituzione, per cui gli Enti pubblici «possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento». E - ricorda la relazione del Mef - poiché la Costituzione non è un consiglio, «la Corte dei Conti dell'Umbria, con la sentenza numero 184/2011 ha dichiarato la nullità contabile degli atti che avevano autorizzato il ricorso all'indebitamento per il finanziamento di spesa corrente, imponendo all'Ente di ripristinare, nell'ambito del bilancio di esercizio, il corretto equilibrio di parte corrente leso dalle decisioni annullate». Insomma, i contributi illecitamente finanziati alle due Fondazioni devono tornare indietro.
Quello che colpisce, nelle delibere oggetto di attenzione da parte del Mef (l’ispezione ministeriale ha dato vita ad un’indagine della Procura di Lucca in pieno svolgimento) è il ricorrere delle richieste di ulteriori quote da erogare che le Fondazioni presentato al Comune sulla cifra di partenza. Negli atti non compare la motivazione della richiesta e così facendo si accendono mutui che mai avrebbero dovuto gravare sui conti pubblici. Qualche volta alla voce “contributo straordinario”, altre come semplici integrazioni dei contributi importanti che il Comune metteva in bilancio per le proprie manifestazioni.
Ma come accade quando si basa il proprio futuro su entrate non lecite, bisogna mettere nel conto anche il rischio di essere scoperti. Come è accaduto con l’arrivo dell’ispezione del ministero dell’economia che ha dato il via alle indagini della guardia di finanza. Quel “puppare” senza neppure dover fare finta di piangere, è finito. E le due Fondazioni oggi con questo devono fare i conti. Perché se mamma Comune ha finito il latte da un pezzo, non è detto che la balia Regione ne abbia ancora per tutti. E lo si è visto con la vicenda del mutuo rimasto in carico al Pucciniano.
Donatella Francesconi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
