Il dolore
In Australia per fare il calciatore
La scelta di vita di Federico, vent’anni: ora lavora e gioca in serie B
VIAREGGIO. A vent’anni ha deciso di tentare la fortuna in Australia. La scelta di vita il viareggino Federico Tettamanzi l’ha fatta a gennaio: dopo avere ultimato il liceo scientifico aveva affiancato per un periodo il padre Leonardo, valido chef all’hotel Riviera, ma come tanti ragazzi della sua età ha la passione del calcio. Era il capitano della formazione juniores del Seravezza, alternando alcune convocazioni anche con la prima squadra, che milita nel campionato di Eccellenza. Federico, però, ha deciso di andare in Australia, dove da cinque anni vivono gli zii, che lavorano nel campo della ristorazione. Una opportunità quindi per lui, sia per cercare di trovare un lavoro in questo settore, ma anche per verificare se ci fossero state le possibilità di continuare a giocare al calcio.
Nell’ultima gara con la squadra del Seravezza nel derby contro il Real Forte Querceta, Federico si è congedato segnando una doppietta. Una volta arrivato a Brisbane, dopo un volo di circa trenta ore, ha trovato lavoro in un fast food e poi è stato ingaggiato dalla University of Queensland Brisbane, che partecipata al campionato di serie B. Ha esordito nei giorni scorsi segnando una doppietta. Questa nuova esperienza quindi non poteva iniziare che nel migliore dei modi. «E se fallisci? Riprovaci e se fallisci ancora? Riprovaci per la seconda volta, troverai sempre pronto qualcuno a credere in te, basta solo saper aspettare e cercare di andare incontro alle opportunità»: sono queste le frasi che Federico ha scritto sul suo profilo Facebook, a dimostrazione della sua volontà di ottenere quello, che magari si sarebbe aspettato a casa sua, se non in Versilia, almeno in Italia. È la storia di tanti ragazzi e calciatori, costretti ad andare via, perché in Italia non si vuole puntare su loro. E' il caso di Giulio Donati, versiliese anche lui, del quale abbiamo scritto più volte, e di recente, che ha fatto fortuna in Germania. Ecco Federico è un altro di questi esempi, e chissà che magari a trenta ore di volo da Viareggio non possa realizzare il sogno che ha sempre avuto di giocare al calcio. «L’avventura dall’altra parte del mondo va avanti - dice - chi si ferma è perduto, vado in allenamento in barca al posto della mia piccola C2, questi sono alcuni dei piccoli cambiamenti da quando sono arrivato in Australia». Roy Lepore
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