Il Tirreno

Versilia

Villaggio del cibo, stand voluti dalla Fondazione

di Donatella Francesconi

L’operazione “Stret Food” messa in piedi dall’agenzia “Sicrea” alla quale il commissario Pozzoli si è affidato per le operazioni commerciali

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VIAREGGIO. Anche i titolari degli stand “street food” avevano puntato tutto sulla terza domenica dei Corsi di Carnevale. Ieri la pioggia ha gelato le speranze, insieme alla previsioni meteo. Ma a Viareggio, si sa, il tempo può anche farsi beffa degli esperti. «Ci era stato spiegato che la prima sfilata è, per così dire, di prova», racconta Massimiliano Ricciarini, presidente e molte altre cose ancora dell’associazione «senza fini di lucro» denominata “Street food”. «Nella seconda domenica - prosegue Ricciarini - abbiamo visto un miglioramento netto. E speravamo davvero nella terza...».

Ma come è arrivata “Street Food” a Viareggio, piazza Mazzini, fronte Passeggiata, nel centro di una città i cui esercizi commerciali, aperti tutto l’anno, si sono trovati la concorrenza sulla soglia del negozio proprio a Carnevale? «Ci ha contattato la Fondazione Carnevale», risponde Ricciarini. D’altra parte, «digitando il nome dell’associazione su Google siamo i primi a comparire, quelli originali».

La telefonata è arrivata dalla Fondazione ma la trattativa - così ricostruisce Ricciarini - «l’abbiamo fatta tutta con l’agenzia “Sicrea” che collabora con la Fondazione Carnevale». Agenzia che vede Federico Chiesi presidente ed Eleonora Albano amministratore delegato e che ha sede a Campi Bisenzio (Firenze), la quale per il Carnevale di Viareggio si occupa di «gestire la raccolta pubblicitaria, le attività promozionali, le sponsorizzazioni e le presenze commerciali». Pozzoli e Chiesi, nel 2011, aderirono - insieme a molti altri nomi, compreso quelli di Giorgio Del Ghingaro ed Alessio De Giorgi - al progetto “Undici idee per l’Italia”, lanciato a Firenze da “Officinedemocratiche”, in seno al Partito democratico.

Abbiamo chiesto a Ricciarini quanto gli stand pagano di affitto per il “villaggio” che si è venuto a creare in piazza Mazzini: «Non lo so - è la risposta -: dovete chiederlo alla Fondazione Carnevale». La Fondazione rimanda a Chiesi che, raggiunto al telefono, spiega: «L’intera operazione di affitto degli stand dedicati al cibo nel circuito del Carnevale, non sono lo “Street Food” - porta circa dai centomila i centoventimila euro. I prezzi vanno da poche centinaia di euro a fine settimana, fino a seicento-settecento euro.

Sulla cifra incassata per l’affitto degli stand, l’agenzia “Sicrea” prende una percentuale: «Abbiamo un contratto - racconta - con percentuali che arrivano al massimo al 20% al netto di una serie di costi».

«I nostri associati - sottolinea il presidente dell’associazione “Street Food”, Ricciarini - a seconda dal luogo di provenienza sostengono anche altre spese, che possono variare dai duemila ai duemilacinquecento euro. Le manifestazioni che proponiamo garantiscono loro di recuperare le spese oltre al guadagno». Spese che, però, cominciano ad essere cifre importanti tra l’investimento per arrivare e lavorare, il costo degli stand e le incerte fortune della manifestazione che, quest’anno, ha iniziato il proprio tour «proprio dal Carnevale di Viareggio». D’altra parte, sottolinea Ricciarini, «va anche considerato che per noi è un’occasione essere al Carnevale. Perché febbraio è un periodo morto nel quale non lavoriamo».

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