Sicurezza
Più difficile trasformare gli hotel in appartamenti
Nel nuovo piano strutturale il Comune introdurrà vincoli ancora più stringenti Confermata l’ipotesi di costruire il nuovo Centro congressi all’Arlecchino
LIDO DI CAMAIORE. Ha offerto, come previsto, molti spunti interessanti il primo incontro con i cittadini promosso dal Comune di Camaiore per il nuovo piano strutturale. Nell’incontro svoltosi alla Misericordia di Lido vai i temi trattati: dagli svincoli alberghieri alla riqualificazione dell’area Benelli (ribattezzata “Area Centrale della Versilia”), dall’Arlecchino al Magazzeno.
Alberghi. Valorizzare il patrimonio esistente (immobiliare e non), evitando il più possibile la cementificazione di aree non ancora urbanizzate: questo il diktat recitato in coro dall’assessore all’urbanistica Simone Leo e dal sindaco Alessandro Del Dotto. Un patrimonio che comprende anche molte strutture con funzione alberghiera, un bene primario che il Comune ha intenzione di tutelare, innanzitutto frenando le possibilità di svincolo e cambio di destinazione: «Non vogliamo che si perdano ulteriori strutture ricettive - spiega l’assessore Leo - tanto è vero che nella nuova variante del piano urbanistico abbiamo inserito ulteriori condizioni necessarie per concedere lo svincolo degli alberghi». Oltre ad numero di posti letto inferiore ad una certa soglia, l’attività in questione dovrà essere contestualmente reduce da due anni di perdita e dovrà dimostrare di non poter più garantire i necessari criteri di classificazione, secondo gli attuali canoni: «Sono condizioni difficili da far combaciare - prosegue - proprio per scoraggiare gli svincoli». Se con il vecchio criterio dei posti letto sarebbero decine gli alberghi che potrebbero richiedere il cambio di destinazione, con le nuove condizioni saranno pochissime le strutture che potranno permettersi di farlo.
Arlecchino e Benelli. Molte le domande e le richieste di chiarimento su quelli che erano i temi più caldi di serata, ovvero il destino dell’Arlecchino e dell’Area centrale della Versilia. L’idea di un centro congressi nella struttura che fa da cornice all’accesso al lungomare ha scaturito non poche perplessità, soprattutto per quanto riguarda la capienza che una struttura come l’Arlecchino, benché ampliabile, potrebbe garantire: «Al momento è solo un’ipotesi - chiarisce Leo - accoglieremo ogni valida proposta alternativa che nascerà dal percorso partecipativo, senza preclusioni. Stiamo valutando alcuni progetti delle facoltà di architettura toscane per capire se e come sarebbe possibile ampliare, senza gravare troppo sul territorio. In ogni caso sarà una struttura multifunzionale. Centro congressi nell’area Benelli? Scordiamoci di costruire strutture permanenti in quella zona: vorremmo crearvi uno spazio per spettacoli all’aperto, magari con l’innesto di qualche costruzione di facile rimozione».
Magazzeno. Si è discusso anche della vasta area del Magazzeno: «Quella parte di territorio è destinata a cassa di espansione in caso di fenomeni idrici di natura eccezionale – dice Leo - Nei limiti del possibile, cercheremo di crearvi uno spazio verde usufruibile». Ad andare più a fondo è direttamente il sindaco Del Dotto, che fa chiarezza anche su qualche altra questione: «Vorremmo recuperare l’area, cercando di riqualificare anche i vecchi cascinali. In questa fase partecipativa cercheremo di trovare una destinazione che valorizzi tutta la zona e che permetta di sfruttare il verde pubblico. Il centro per rifiuti di via del Termine? Sarà un centro di raccolta per i cittadini, non una discarica. La cittadella dello sport? È un’opera di un privato (Pardini Armi, ndr) che ha intenzione di riqualificare e riattivare una struttura caduta in malora».
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