Gioco
Carnevale di Viareggio: se a pagare sono i soliti non c'è futuro
Il commento: c'è preoccupazione per la possibilità di continuare a finanziare l'evento. Ma la città in dissesto ha bisogno di questa manifestazione
VIAREGGIO. La prima certezza è che oggi (domenica 15 febbraio) Burlamacco si presenta alle casse con un meno 270mila euro rispetto allo scorso anno. La seconda è che oggi nelle casse del Carnevale non entreranno i 420mila euro del terzo corso 2014. Sarebbe banale dire che è colpa del maltempo. Anche se almeno stavolta è vero. Dopo di che comincia la lunga lista dei “se” e dei “ma”. Se domenica prossima c’è il sole recupereremo gli incassi? Se verrà fatta una promozione adeguata, magari anche grazie alla diretta Rai di martedì grasso, verrà più gente? Ma perché non organizziamo un corso di “recupero” per tentare di far tornare i conti?
Rompiamo questo circolo vizioso e lasciamo al tecnico alla guida della Fondazione commissariata la possibilità di una difficilissima rimonta. Cominciamo invece a domandarci: chi paga? Se il Carnevale quest’anno chiude con un buco chi ce li mette i soldi? E se anche riuscisse nella difficile impresa del pareggio, chi lo finanzierà il prossimo anno? Il Comune di Viareggio no. Col dissesto non può. Improbabile che ci pensi la Regione che il suo lo ha già fatto quest’anno. Da Roma? Fino ad oggi niente. Stando così le cose il rischio che Viareggio debba rinunciare al Carnevale il prossimo anno è più che fondato. E per la città abituata a tappare i buchi di Burlamacco sarebbe comunque una sconfitta.
La verità, che forse anche qualche viareggino nega a se stesso, è che la città ha bisogno del Carnevale che è una straordinaria opportunità economica e di rilancio. Ma non di un Carnevale che non può fare a meno delle tasse dei viareggini (e dei toscani) per mantenersi perché costa il doppio di quanto è in grado di incassare. Perché il Carnevale viva è indispensabile che cambi, radicalmente, senza illudersi che basti spremere il visitatore, grande o piccolo, che si presenta alla cassa.
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