Toscana
Turbativa d’asta al Polo Fiere nel contratto per il processo strage
Tre mesi al responsabile tecnico della ditta «Light & Sound Technical Service Show» di Camaiore accusato in concorso con Alessandro Dianda di aver violato il codice degli appalti pubblici
VIAREGGIO. Un'inchiesta - quella che vede indagato per turbativa d'asta e truffa Alessandro Dianda, 50 anni, ex direttore della Lucca Polo Fiere spa - nata quasi per caso. Dai controlli periodici della commissione per la manutenzione degli uffici giudiziari del tribunale di Lucca che s'imbatte in fatture con un'insolita causale prima sfuggite ai funzionari comunali: "fornitura di spazi e servizi necessari al tribunale di Lucca per lo svolgimento del processo relativo al disastro ferroviario di Viareggio". L'appalto del servizio era stato affidato alla ditta "Light & Sound Technical Service Show" con sede a Camaiore per complessive 787mila euro più Iva a fronte di costi di allestimento pari a 389mila euro. La palla così passa alla Procura che affida l'indagine alla Tributaria delle fiamme gialle. In oltre 700 pagine la guardia di finanza stabilisce che la presunta truffa ai danni del Comune di Lucca inizia con l'emissione della prima fattura a febbraio 2011 per concludersi nell'aprile 2013 e che il reato di turbativa d'asta configurato dalla Procura venne commesso nel febbraio 2011 in concorso tra l'allora direttore della "Lucca Polo Fiere" e Raffaele Di Lernia, responsabile tecnico e amministratore di fatto della ditta "Light & Sound Technical Service".
Il patteggiamento. Proprio per turbativa d'asta l'amministratore della ditta di Camaiore, coimputato con Dianda, ha già patteggiato 3 mesi di reclusione davanti al gip Marcella Spada Ricci. L'allora direttore della "Lucca Polo Fiere" era preposto alla procedura per la scelta urgente di un fornitore per l'allestimento di un'aula giudiziaria per conto del Comune e del tribunale da destinarsi allo svolgimento dell'incidente probatorio prima e del processo poi per l'incidente ferroviario di Viareggio avvenuto il 29 giugno 2009. Per la Procura avrebbe, in combutta con Di Lernia, concordato il tipo di allestimento da effettuare, la qualità del materiale da fornire e il servizio da prestare. Secondo l'accusa, suffragata anche dalla testimonianza del co-indagato che ha patteggiato, Dianda negli allestimenti al Polo Fiere avrebbe utilizzato sempre la "Light & Sound Technical" che, per la Procura, aveva un contratto annuale di 100mila euro. Contratto che termina dopo l'evento del novembre 2011 "Dire e Fare" rassegna promossa da Anci Toscana. A febbraio 2011 proprio per l'allestimento all'ex Bertolli dell'aula dove avrebbe dovuto svolgersi l'incidente probatorio per la strage di Viareggio, stando a fiamme gialle e Procura, Dianda avrebbe predisposto un'email con la richiesta di preventivo avanzata da "Lucca Polo Fiere" a quattro ditte compresa quella di Di Lernia che, per l'accusa, aveva carta bianca sia da Dianda che dal designer Domenico Raimondi (che non è indagato) sul materiale da fornire. Il preventivo indicato inizialmente dalla "Light and Sound" era di 253mila euro più Iva, ma per gli inquirenti venne ritoccato successivamente al ribasso da Dianda che lo portò a 239mila euro. Il motivo? L'accusa non ha dubbi: renderlo più vantaggioso. Perché una delle tre ditte invitate aveva indicato la cifra di 240mila euro. Per la Procura una procedura non in linea con la normativa prevista dal codice dei contratti pubblici visto che il direttore della partecipata avrebbe dovuto costituire una commissione per la valutazione dei preventivi e l'affidamento d'incarico.
La presunta truffa. Per gli inquirenti quelle fatture per 787mila euro dovevano coprire non solo l'acquisto di beni e la fornitura dei servizi, ma anche i costi generali di gestione della "Lucca Polo Fiere" e l'acquisto di beni (video proiettori, monitor, telecamere, microfoni) destinati a rimanere all'interno della società partecipata, ma il cui costo d'acquisto era interamente a carico del Comune.
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