Il Tirreno

Versilia

NON C’È ALIBI CHE TENGA PER I COLPEVOLI

di DONATELLA FRANCESCONI

di DONATELLA FRANCESCONI La carcassa che si staglia verso il cielo tra porto e spiaggia è il simbolo estremo di una città altrettanto scheletrita. E non è il dissesto, parola già di per sé evocatrice...

2 MINUTI DI LETTURA





di DONATELLA FRANCESCONI

La carcassa che si staglia verso il cielo tra porto e spiaggia è il simbolo estremo di una città altrettanto scheletrita. E non è il dissesto, parola già di per sé evocatrice di sventure. No. È tutto il resto. È l’indagine del ministero dell’economia con le sue pagine di illeciti, l’inchiesta che la Procura di Lucca ha aperto sulla stessa relazione, è il vento che ha attraversato prima il porto, con l’indagine dei carabinieri sugli affari illeciti consumati sulle banchine pubbliche, e poi sul resto della città. Grazie al lavoro degli stessi carabinieri e della guardia di finanza, arrivati da Lucca. Sono i finanziamenti della Regione che il Comune non ha mai rendicontato per milioni. Sono i fondi per la pesca utilizzati per l’acquisto di macchinari, per il vecchio mercato ittico, che non sono mai stati accesi neppure per un’ora. Sono gli occhi di chi doveva vedere tutto questo e per anni ha fatto finta di niente.

Oggi, quello scheletro che troneggia tetro in uno dei luoghi più belli della città e che non vedrà il completamento, grida “basta”. Alla città che sente il peso dell’ennesima, dolorosa, ferita. Ed alla politica concentrata sul proprio ombelico come se a maggio si giocasse una normale partita elettorale in una normale città, forse ex miss Perla del Tirreno ma pur sempre appetitosa. Invece, questa volta non c’è trucco che tenga: il vero volto della città è questo fantasma di costruzione, dentro un porto turistico perduto, dentro un asse di penetrazione che non sarà. Non c’è alibi, per quanto ben costruito, che salverà i responsabili di tutto ciò.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze