Il Tirreno

Versilia

Maxi furto di bottiglie pregiate Coinvolti alcuni locali di Forte

di Corrado Benzio
Maxi furto di bottiglie pregiate Coinvolti alcuni locali di Forte

Ci sarebbero anche i nomi di due importanti attività della capitale vip della Versilia nell’inchiesta sulla sparizione dalla cantina dell’Enoteca Marcucci di vini dal valore di migliaia di euro

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PIETRASANTA. La bottiglia perfetta non è stata ritrovata. Parliamo della bottiglia di Chateau Mouton Rotschild del 1945, la prima annta del grande vino bordolese dopo la fine della guerra. Si dice che a contribuire all’unicità di quel vino anche la mancanza di rame, connessa alle esigenze belliche.

Quella bottiglia era il campione della cantina di Michele Marcucci. Che solo in questi giorni ha raccontato la brutta avventura in cui è capitato nello scorso autunno. Oggi che l’Enoteca è salva, il patron ha raccontato agli amici il clamoroso furto di alcune delle bottiglie più pregiate fra le 30mila che possiede la cantina pluripemiata dal Gambero Rosso. Autore del clamoroso furto _ solo denunciato al momento _ è stato un cameriere fedifrago che ha approffitato della fiducia sua e dei colleghi. Non che che la cantina non fosse protetta, fuori e dentro, ma una serie di circostante ha permesso al dipendente non solo di rubare, ma anche di rendere difficile a Marcucci la scoperta. Insieme a Mouton Rotschild sono sparite altre grani annate di Chateux francesi e un paio di bottiglie che in Italia hanno solo lui e un’altra enoteca a Milano. Il cameriere non era uno sprovveduto, è chiaro, avendo già lavorato in ristorante stellati a Milano e Firenze.

Quando Marcucci scopre tutto scatta la denuncia. A differenza di tante non finisce fra le mille che ogni anno si presentano in caserma. Per due motivi. Intanto perché il valore delle bottiglie è alto. I carabinieri iniziano le indagini. Scoprono tante cose su Pietrasanta. Come il bar che ha indirizzato il cameriere verso certi ristoratori. E una mattina alla sei bussano alla casa di un noto ristoratore che opera in una frazione del Comune è trovano una parte della refurtiva. Siamo sopra il centro storico di Pietrasanta è per l’uomo scatta la denuncia. Il reato è grave: ricettazione. Il locale che gestisce non è celeberrimo, ma lui con il vino fa trading.

Ma le tracce delle famose bottiglie convergono anche verso Forte dei Marmi, come era logico che fosse. In poco tepo vengono individuati due locali di Forte, molto famosi che hanno acquistato le bottiglie del lotto. Sono un ristorante ed un cocktail bar. Per loro al momento la denuncia non dovrebbe scattare. C’è grande riservatezza sulla vicenda perché i nomi sono importanti e si preferisce andare coi piedi di piombo. In certi casi poi, il reato potrebbe essere derubricato da ricettazione ad incauto acquisto. Anche se in realtà è difficile immaginare che un cameriere di un famoso locale della Versilia potesse passa inosservato fra chi _ per lavoro e non _ questi locali li frequenta.

Ma il clamoroso colpo da Marcucci ripropone il problema della sicurezza di queste cantine così ricche di tesori. In passato un po’ tutti i grandi ristoranti hanno subito furti. A partire dalla cantina più celebre, quella dell’Enoteca Pinchiorri. Per questo molte cantine sono ormai blindate come fossimo caveau. In alcuni si entra solo con la scheda, in altre col pollice. Ci sono le sancta sanctorum, quelle dove entra solo il patron, e quelle più accessibili, dove compare anche il sommelier.

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