Sicurezza
Il nuovo mercato ittico non sarà finito
Il Comune rinuncia a proseguire con i lavori interrotti da un anno e mezzo e rimanda pratica e finanziamenti in Regione
VIAREGGIO. I lavori riprenderanno? Lo vedremo mai finito? Quale destino avrà lo scheletro di mercato ittico che si staglia tetro contro il cielo viareggino? Quanto volte la città se l’e chiesto...E quante volte ne abbiamo scritto, in attesa della buona notizia. Che non ci sarà. Il Comune ha deciso che i finanziamenti regionali per terminare la costruzione della nuova struttura destinata ai pescatori, con ristorante annesso, tornino da dove sono arrivati. La gara assegnata l’estate scorsa, dopo un anno di stop per il fallimento dell’impresa che si era aggiudicata i lavori, sarà annullata. E se ne riparlerà quando e se Firenze avrà ripreso in mano tutte le carte, vi avrà messo ordine e sarà in grado di pronunciarsi sul da farsi. Per quanto amaro sia, è questo l’ennesimo boccone che Viareggio deve inghiottire.
E non c’è scusa. Non c’è destino cinico e baro. Non c’è crisi o dissesto che tenga. C’è un’unica realtà, c’è una sola verità: il finanziamento c’era (2,5 milioni) e l’opera non è finita. Otto anni dopo, quando da mesi il Municipio è attraversato dalle indagini dei carabinieri e della guardia di finanza. Gli inquirenti hanno rivoltato ogni angolo del terzo piano di piazza Nieri e Paolini e non ci si stupirebbe se anche sul tormentato cammino di questa opera avessero concentrato qualche attenzione. Anche perché è recente (estate 2014) il braccio di ferro tra uffici comunali (ragioneria e lavori pubblici), seguito a quel passaggio di competenze tra uffici che è stata la conseguenza di una delle vicende più oscure dell’amministrazione Betti: la macrostruttura, nel senso della organizzazione dei dirigenti del Comune, la sfiducia all’assessore Servetti che la macchina comunale intendeva modificare secondo le indicazioni dei primo cittadino. Salvo poi scoprire, di botto, che stava andando avanti da sola. Perché al dirigente dei lavori pubblici, Riccardo Raffaelli - quello che il nuovo mercato ittico ha avuto tra le mani in tutto il suo iter di progettazione e realizzazione - il centrosinistra al governo della città non avrebbe mai rinunciato. Costasse quel che costasse. Fino alla paralisi degli uffici impegnati per mesi a non scambiarsi carte e informazioni.
Come è finita è storia di oggi: l’amministrazione Betti è durata quindici mesi ed i finanziamenti - nell’era del governo del commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo - tornano giustamente a Firenze. Perché non c’era davvero altro da fare. La storia, si usa dire, non si fa con i se ed i ma. Ma ricordare alcune dichiarazioni dei mesi passati aiuta a non credere che nell’amministrare una città si possa sempre cavarsela con le colpe degli altri. Era il 18 marzo dello scorso anno, quando il sindaco Betti dichiarava: «Non possiamo davvero più aspettare per quest’opera, così importante per il nostro settore ittico, ed i ritardi accumulati nel completamento di questa opera erano sotto gli occhi di tutti ed erano inaccettabili, sia sotto il profilo dell’utilizzo di quell’area che si presenta all’appuntamento dell’estate nel degrado più completo, sia sotto il profilo dei finanziamenti regionali che rischiavano ormai di essere persi. L’impegno che avevo preso il mese scorso in Regione, in una riunione in cui erano presenti anche la senatrice Manuela Granaiola e la consigliera comunale Sandra Mei, era stato quello di aspettare al massimo qualche settimana in attesa che la gara venisse indetta, cosa che non è avvenuta. Il mio unico obiettivo è che i lavori vengano portati a termine».
Quelli per il mercato ittico non sono i soli finanziamenti che faranno il cammino Viareggio–Firenze: anche il milione e trecentomila euro per la gara dell’escavo dell’avamporto datata 2013 e mai espletata torna indietro. Con la speranza che possa servire ugualmente al porto cittadino oggi governato dalla Viareggio porto.
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