Il Tirreno

Versilia

Commesse minacciate dopo i rimbrotti

di Matteo Tuccini
Commesse minacciate dopo i rimbrotti

Scritte contro gli addetti della Guess in Passeggiata: avevano rimproverato alcuni ragazzi perché spaccavano le panchine

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VIAREGGIO. Scritte minacciose contro gli addetti della Guess in Passeggiata. I “messaggi”, se così li vogliamo chiamare, sono apparsi qualche giorno fa nella Galleria Nettuno. Per la precisione sull’asfalto e su una vetrina del negozio del noto marchio di moda. E sono, oltre che offensivi, intimidatori.

Una delle scritte, tanto per intendersi, dice chiaramente rivolgendosi alle commesse: «Attente». L’altra è più volgare, nonostante si apra con un concetto nobile, «Viva la libertà». Il resto della frase è assai meno dignitoso, e usa la parola «infami» che appartiene alla lingua dei criminali. Secondo cui gli infami sono tutti coloro che fanno la spia, in particolare con le forze dell’ordine.

Le scritte sono apparse dopo che gli addetti del punto vendita avevano rimproverato alcuni ragazzi che frequentano la zona, e che si rendono protagonisti di atti vandalici e di comportamenti poco simpatici. In particolare, questi giovanotti - quasi tutti minorenni - prendono di mira le panchine con le palme messe dalla stessa Guess, che ne è proprietaria. Arredi piazzati per abbellire la Galleria Nettuno, e che vengono rovinati per divertimento, se così si può dire. O anche perché non c’è di meglio da fare, secondo questi giovani.

Già negli anni scorsi gli addetti della Benetton e della stessa Guess avevano segnalato al Tirreno l’arroganza e la pericolosità, in qualche caso, di questi bulletti. Qualcuno aveva persino esibito un coltellino, a chi li rimproverava per i loro comportamenti. In zona ci sono state risse, e c’è qualcuno che cerca di avvicinare questi ragazzini fornendo droga. Ma fino ad oggi non si era mai arrivati a scritte che, con termini mafiosi e minacciosi, “invitano” commesse e commessi a farsi i fatti loro.

Questi ultimi, tra l’altro, sembrano essersi ormai rassegnati. «Ci siamo quasi abituati, a questo clima», dicono. C’è chi dice, addirittura, di non averci fatto caso. Ma tutti ribadiscono che, in effetti, la situazione è così da tempo e che le forze dell’ordine ne sono state informate, in modo che tengano d’occhio questo punto sensibile della Passeggiata. Al momento non risultano denunce presentate per queste scritte.

Ma è proprio il fatto che siamo in uno dei punti in teoria più nobili del buon vecchio salotto buono (ormai ridotto a quei salotti delle vecchie pensioni, con il divano strappato e la poltrone alla Sherlock Holmes) a lasciare esterreffatti. Alcuni commercianti che lavorano in zona hanno cercato di cancellare la scritta comparsa sull’asfalto, perché si vergognavano di leggere una cosa simile, e di farla leggere a turisti e visitatori. Forse per toglierla di mezzo servirà una colata di asfalto, o qualcosa del genere. Ma per restituire alla Passeggiata la sua dimensione di civiltà ci vorrà ben altro.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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