Toscana
Un socio per salvare la Viareggio porto
Ieri il liquidatore ha incontrato il giudice. Ma i tempi corrono: l’udienza fallimentare è il 21 aprile
VIAREGGIO. Incontro con il giudice del Tribunale di Lucca, ieri mattina, per il futuro della Viareggio porto della quale la “Dinelli costruzioni” ha chiesto il fallimento con udienza già calendarizzata per il prossimo 21 aprile. A spiegare come è andata è il liquidatore Arabella Ventura, fresca di nomina regionale a consulente delle Terme di Montecatini: «Entro la fine di marzo dobbiamo terminare la verifica sulla sussitenza o meno delle condizioni per presentare un piano concordatario che stabilisca chi va pagato e come». Nell’attesa, la Viareggio porto si è affidata per questa partita all’avvocato Paolo Oliva (Foro di Pisa) e ha nominato asseveratore di Firenze. Per la prossima settimana - annuncia Ventura - si attende la conclusione dell’accordo con l’advisor scelto per valutare la società pubblica.
Alla domanda su quale condizioni di debba verificare, in via prioritaria, affinché si possano pagare i creditori, il liquidatore risponde senza esitazioni: «L’entrata nella Viareggio porto di un socio pubblico o privato». Ed è anche per questo che Ventura sarà in Regione oggi e domani incontrerà nuovamente Morelli, segretario dell’Autorità portuale (e si racconta di un clima teso tra commissario Romeo e lo stesso Morelli) .
Arabella Ventura illustra così le soluzioni ipotizzabili: «Si può pensare ad un bando per la gestione della Viareggio porto che contenga l’obbligo di acquisto. Oppure si può procedere con un aumento del capitale sociale». Con un’operazione che - comunque - non può non essere fatto che con una gara pubblica, sul modello di quella della parziale privatizzazione della Mover, per esempio.
Rimane il problema del dieci milioni da restituire all’ex socio privato Ferragamo, come da transazione firmata dalle parti, davanti al notaio, poco dopo l’insediamento della Giunta Betti. L’impegno a restituire la somma deriva, nella transazione, dalla gara che il Comune si impegnava a bandire «quanto prima» e che invece è rimasta lettera morta. Ci sono altissime probabilità che appena si vada a mettere mano alle operazioni che ha in mente Ventura, Ferragamo si faccia avanti a richiedere il dovuto, prima di finire nelle tenaglie dell’Organismo straordinario di liquidazione. Ed il costo complessivo delle operazioni inevitabilmente lieviterebbe.
Senza contare il Comune senza più dirigenti e senza chi sappia mettere le mani ad un’operazione complessa in tempi rapidi.
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