Lutto
Quattro milioni spesi in progetti per tre approdi disastrati
Due solo per disegnare il futuro del Triangolino, oggi terra di nessuno ma con concessione pagata I lavori per il nuovo porto avrebbero dovuto iniziare nel 2006 ed essere terminati tre anni fa
VIAREGGIO. Due milioni di investimenti per il Triangolino, uno e mezzo per la Madonnina, cinquecentomila euro per l’approdo di Torre del Lago: quattro milioni di "massa passiva" iscritti a bilancio per la Viareggio porto. Quattro milioni per tre approdi turistici che messi insieme non ne fanno mezzo. A cominciare da quel Triangolino, lingua di terra, sabbia e spazzatura con vista mare, per continuare con la Madonnina che si è giocata buona parte dei pontili, per finire con il porticciolo d’acqua dolce di Torre del Lago i cui lavori non sono mai terminati e anzi sono finiti in un’inchiesta dei carabinieri per la Procura di Lucca. «Si tratta delle spese per la progettazione», spiega Giannerini, ex presidente della società, parlando dei due milioni di investimenti per il Triangolino: «Il progetto Busquet e tutti gli elaborati tecnici e poi la concessione edilizia per realizzare le opere...». Quelle previste nella rivisitazione del Triangolino disegnata dalla matita dell’architetto catalano Joan Busquets, con i colleghi italiani Alessandro Rizzo, Hugo Hinsley, Jorge Fiori, Giulia Bertolucci, Rodolfo Collodi. Anno di inizio lavori previsto, il 2006; fine nel 2012. Per dare un volto tutto nuovo all’area portuale che avrebbe visto la ristrutturazione e l’ampliamento della marina turistica per approdo barche da 24-36 metri, con realizzazione di parcheggio interrato, servizi e clubhouse.
«In realtà le cose non stanno così», risponde al “Tirreno” Stefano Maestrelli, presidente della Viareggio porto all’epoca dei progetti in questione e della gara per la parziale privatizzazione della società: «Triangolino e Madonnina sono due progetti distinti che hanno avuto distinte procedure di gara. E non mi pare che nell’esposizione di Giannerini tornino le cifre per la progettazione».
Eppure l’elenco di cifre messo nero su bianco da Giannerini fa riferimento preciso ai bilanci della società e alle sue sorti: «Effettivamente - ammette l’ex presidente di nomina della Giunta Betti - quei due milioni sono una cifra pesante...Su venti milioni di lavori sono il 10%». Ancor più se si pensa che la Viareggio Porto ha continuato a pagare la concessione del Triangolino: «La ottenemmo nel settembre 2007 - ripercorre la storia Maestrelli - e nel dicembre l’ufficio demanio del Comune ci inviò una lettere perché spiegassimo come la stavamo utilizzando...Allora la Viareggio porto recintò l’area...». Ed è forse l’ultimo intervento che è stato fatto al Triangolino, fatta eccezione per il sequestro da parte dell’area da parte dei carabinieri. Fatto sta - ammette Maestrelli - che «quella concessione avrebbe dovuto già essere revocata». Come prescritto dalla legge.
Certo - su questo Giannerini e Maestrelli concordano - «la società si ritroverà i progetti pronti quando metterà mano ai lavori». Nel frattempo, però, le esigenze del porto e relativi approdi sono cambiate, l’Autorità portuale si è insediata ormai da quasi due anni e sta mettendo mano alla revisione del Piano regolatore portuale, ed è naturale che il vestitino che calzava al pennello nell 2006-2008, oggi abbia bisogno di un’ottima sarta.
Intanto, però, sarebbe bene che qualcuno fornisse le cifre reali e dettagliate di questi quattro milioni di investimenti sul nulla. Spiegando come si fa a spendere quattro milioni di denaro pubblico in nient’altro che aria fritta. Certo, non per il lavoro egregio dei professionisti incaricati. Ma per le lentezze e i pasticci di chi è chiamato a gestire la cosa pubblica.
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