Gioco
L'ultimo abbraccio al poliziotto morto dopo un malore in palestra
A Marina di Carrara i funerali dell'agente in servizio al commissariato di Forte dei Marmi: aveva solo 43 anni
FORTE DEI MARMI. Lacrime e dolore ieri per l’ultimo saluto a Marco Giorgi, il poliziotto in servizio a Forte dei Marmi, residente a Carrara, morto a 43 anni dopo un malore all'uscita di una palestra di Pietrasanta.
Il feretro verso le 15 è arrivato nella chiesa della Santissima Annunziata a Marina di Carrara. Sulla bara il suo cappello blu, quello che ha sempre portato nei suoi anni di servizio al commissariato di Forte dei Marmi. Anni trascorsi a difendere il territorio, sempre con passione e orgoglio per la divisa, tanto che per il vicequestore Enrico Parrini, dirigente del commissariato fortemarmino era «uno dei migliori ragazzi della squadra». Quella squadra che in lacrime gli ha dato l'ultimo saluto, rigorosamente “militare”: schiena dritta, braccio piegato verso la fronte.
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Ma non c'erano solo i colleghi. La parrocchia era gremita di amici e parenti. C'erano la moglie e le due bambine, troppo piccole per rendersi conto di dove sia papà, ma in grado di sentirne la perdita. «La morte sorprende sempre – ha detto il parroco, don Cesare Benedetti – ma sorprende ancora di più quando è improvvisa e inaspettata».
Marco Giorgi aveva 43 anni. Era atletico, sano, in forma. Venerdì 6 febbraio, all'uscita della palestra, la Joy Planet di Pietrasanta, si è accasciato in terra lamentando un dolore allo stomaco. Inutile la corsa all'ospedale. E' stata l'autopsia a svelare il suo problema al cuore.
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«La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte», ha detto un collega durante la messa leggendo una preghiera. Anche la moglie Delia, infermiera a Massa, ha avuto la forza di dire qualcosa. È salita sull'altare con in braccio la più piccola delle bimbe, costringendo molti a strizzare gli occhi, per non piangere. «Tutti devono sapere che buon marito, buon padre e buon collega eri – ha detto - Eri forse pignolo, troppo preciso, ma eri una persona splendida. E ci mancherai. Ciao».
È sul quel ciao, che un applauso ha squarciato il silenzio della chiesa portando, chi non l'aveva ancora fatto, a scoppiare in lacrime. Poi, a messa a finita, i colleghi lo hanno preso sulle spalle e lhanno accompagnato il feretro di Gorgio fuori dalla chiesa, dove ad attenderlo c'era un corridoio umano di polizia. La figlia più grande, ha preso al volo il cappello che era sulla bara. Se lo è messo in testa ed è scoppiata a piangere. Ha capito che il papà, quel cappello, non lo potrà più portar
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