Il Tirreno

Versilia

Sigilli alle società di un politico del Pd

Il tribunale di Massa
◗
Il tribunale di Massa

Lucio Boggi accusato di appropriazione indebita. Nell'ambito dell'inchiesta è stata citata in giudizio anche un’imprenditrice di Pietrasanta

2 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. Sotto sequestro due società del consigliere Pd della Provincia di Massa Carrara Lucio Boggi: la Ari Marmi srl e la Aleph Escavazioni. Lo ha stabilito il giudice Sara Farini del tribunale di Massa, che ha anche nominato il custode del sequestro, il dottor Alessandro Stefani.

Si arricchisce di un nuovo e importante complesso la vicenda legata alle quote dei beni sociali di Vinca. Una vicenda complessa. E un fascicolo aperto, dal pm Alberto Dello Iacono, per appropriazione indebita a carico del consigliere provinciale.

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:1.10831351:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.10831351:1652141851/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Boggi è stato citato insieme all'imprenditrice di Pietrasanta Arianna Dell'Amico, amministratore unico della srl Ari Marmi. Secondo il pm i due si sarebbero appropriati dei soldi corrisposti da Riccardo Ferrari e Andrea Ferrari in esecuzione degli obblighi assunti con scrittura privata del 22 luglio 2009 con la quale essi (Boggi quale cessionario di beni aziendali) acquistavano il 100% delle quote sociali della Ari Marmi per un importo complessivo di 400mila euro, comprensivo del valore nominale di 10mila euro delle quote sociali e di altri oneri patrimoniali accessori relativi alla gestione dell'azienda.

In particolare, secondo l'accusa, la Dell'Amico, il 22 luglio 2009, cedeva ai Ferrari la totalità delle quote sociali della Ari Marmi impegnandosi per quattro anni ad astenersi dal compiere qualsiasi atto di amministrazione senza il preventivo consenso degli acquirenti mentre invece in data 13 maggio 2013 cedeva a Boggi un ramo d'azienda e successivamente, con atto notarile del 28 maggio 2013, cedeva a quest'ultimo, consapevole della pregressa scrittura privata, la totalità delle quote sociali al prezzo di 10mila euro procurandosi in tal modo un ingiusto profitto con pari danno dei Ferrari.

Per tutta questa vicenda i Ferrari avevano chiesto il sequestro giudiziario delle aziende Ari Marmi srl e Aleph escavazioni srl per scongiurare il rischio di ulteriore alienazione delle quote societarie.

Boggi e la Dell'Amico si erano costituiti in giudizio chiedendo il rigetto del ricorso. Il giudice ha accolto il ricorso e disposto il sequestro giudiziario delle aziende che fanno capo a Boggi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca