Il cugino Roberto è accusato di essere il mandante
CAMAIORE. L’inchiesta per l’omicidio di Stefano Romanini, ucciso sotto casa a 49 anni con 15 colpi di pistola, è vicina a un punto di svolta. Il 13 marzo, infatti, in tribunale a Lucca si terrà l’udie...
CAMAIORE. L’inchiesta per l’omicidio di Stefano Romanini, ucciso sotto casa a 49 anni con 15 colpi di pistola, è vicina a un punto di svolta.
Il 13 marzo, infatti, in tribunale a Lucca si terrà l’udienza preliminare dove il giudice dovrà valutare la richiesta di rinvio a giudizio fatta dal sostituto procuratore Fabio Origlio contro Roberto Romanini, imprenditore camaiorese e cugino di Stefano, accusato di essere il mandante del delitto.
Secondo l’accusa, è stato Roberto Romanini a decidere l’esecuzione del cugino, con cui aveva delle pendenze di tipo economico.
Per quanto riguarda gli esecutori materiali dell’agguato, invece, al momento non sono stati individuati. Ma la Procura conta di chiarire, col tempo, anche questa parte importante dell’inchiesta. La difesa di Roberto Romanini, peraltro, ha sempre ribadito l’estraneità del proprio assistito.
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