Sicurezza
I big del Pd cercano un altro candidato
L’indicazione del documento uscito dalla riunione di venerdì: «Vogliamo che sia del partito e viareggino»
VIAREGGIO. Un candidato alternativo a Luca Poletti, in corsa da “civico” ma con l’appoggio del commissario del partito viareggio e del segretario regionale, ed una squadra da portare all’attenzione di Giuseppe Dati in un’assemblea da convocare entro il 20 febbraio. È questa la richiesta scaturita dall’assemblea di venerdì sera nella quale si sono ritrovati, dopo lo choc dell’annuncio di Poletti-Dati, un po’ di nomi che contano nella storia politico-amministrativa del Partito democratico viareggino. Tra i nomi che circolano da tempo si susseguono quelli di Lorenzo Bertoli (ma l’interessato nega), Stefano Maestrelli, Alberto Corsetti, Fabrizio Manfredi ed Andrea Palestini. Ma proprio da una domanda su questa ultima ipotesi (Palestini è presidente del consiglio provinciale ed è stato sindaco di Viareggio), arriva un’altro indizio: «Di Andrea ce ne sono tanti...», viene risposto al cronista. Ed ecco, allora, l’altro nome che da tempo rimbalza: Andrea Strambi, assessore allo sport della giunta Betti, oggi uomo-ombra del commissario della Fondazione Carnevale Pozzoli, introdotto nel mondo dello sport in quanto a tutt’oggi presidente Uisp della provincia di Lucca.
Al momento, però, nomi certi non ce ne sono: «C’è più di un candidato...», è l’unica informazione che si riesce a strappare dopo la riunione che ha dato vita ad un documento intorno al quale il gruppo dei promotori sta raccogliendo i consensi. Anche se almeno una certezza c’è: il candidato a sindaco deve essere trovato dentro ad un Partito democratico viareggino che può esprimerlo, questa la convinzione del gruppo riunitosi venerdì, e deve essere di Viareggio.
Un elemento questo che da Torre del Lago alla Fossa dell’Abate assume un peso specifico che da altre parte non ha. Ma qui rischia di essere un ostacolo per chiunque non sappia a memoria il decalogo del “non sei viareggino se...”. Abbastanza incomprensibile nel 2015, ma questa è la realtà
Resta tutta aperta, infine, la questione del metodo seguito da Dati che viene contestato da tutte le troppe componenti che si agitano in via Regia. Ma non è escluso che la scelta del commissario del partito non sia proprio quella di lasciare agitare l’agitabile per poi tirare su la rete e chi è dentro gioca e e chi è fuori salta un giro.
Intanto Luca Poletti così si esprime: «Non sto raccogliendo firme per la mia candidatura. Sto andando avanti come annunciato, con tutti gli incontri che mi sono riproposto di fare. Nei tempi che ho indicato riferirò l’esito e quale sarà la scelta». (d.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
