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Giannerini dà i numeri della Viareggio Porto

VIAREGGIO. Vicenda Viareggio porto, dice la sua Giovanni Giannerini, ex presidente ed ex assessore al porto durante l’amministrazione Betti. E lo fa, fornendo numeri e conti. «La "massa passiva"...

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VIAREGGIO. Vicenda Viareggio porto, dice la sua Giovanni Giannerini, ex presidente ed ex assessore al porto durante l’amministrazione Betti. E lo fa, fornendo numeri e conti. «La "massa passiva" - scrive Giannerini - dipende principalmente dagli investimenti effettuati in particolare sul Triangolino per circa 2 milioni di euro, che ancora non è possibile mettere a reddito per le note questioni riguardanti l'asse di penetrazione; investimenti fatti sul porticciolo della Madonnina per un complessivo di circa euro 1,5 milioni; investimenti fatti sul porticciolo di Torre del Lago per circa 500mila euro. I debiti complessivamente indicati come massa passiva di circa 4,5 milioni possono essere così suddivisi: debiti nei confronti del Comune per imposte Imu e Ici (la nota vicenda dell'accatastamento dello specchio acqueo) a partire dal 2004 per 1,5 milioni di euro circa; debiti verso il Comune per mutui contratti direttamente dallo stesso Comune e poi rigirati alla Viareggio Porto (per finanziare gli investimenti) ancora da rimborsare per circa euro 800mila; debiti verso il Comune per concessioni "Collegio Colombo" per circa euro 150.000; debiti verso il Comune per imposte relative al servizio smaltimento rifiuti per circa 150.000 euro. Il totale fa circa 2,6 milioni di euro». A questa cifra vanno aggiunti: «Debiti verso il sistema bancario per circa euro 1 milione; debiti verso fornitori circa 400.000 euro; altri debiti per circa 500.000 euro di cui 100.000 per Iva, 150.000 mila per le concessioni”.

Giannerini afferma che l’amministrazione Betti ha ripristinato la legalità anche all’interno di questa società, come si evince verificando con la massima attenzione la documentazione disponibile presso la società». A parere dell’ex presidente, «con le corrette indicazioni da parte del socio unico, la Viareggio Porto potrà essere messa in vendita, come programmato, risultando un importante cespite per diminuire il debito complessivo del Comune, ed in particolare quello maturato nei confronti del gruppo Ferragamo. Invito quindi nuovamente il commissario Romeo ad attendere le disposizioni dell’Organismo di liquidazione straordinario, a cui solo spetta decidere sui cespiti alienabili».

Intanto, però, il 9 febbraio la Viareggio porto discute l’istanza di fallimento presentata dalla “Dinelli costruzioni” per un debito di 136mila euro relativo ai lavori per l’approdo turistico di Torre del Lago. Su questo punto Giannerini precisa: «L’affermazione che la Dinelli costruzioni abbia ricevuto l’affidamento diretto dei lavori è falsa. Durante la mia presidenza sono state chiamate a partecipare all’offerta per i lavori dieci imprese. Il primo lotto era stato precedentemente  affidato con la richiesta di partecipazione di tre imprese». La vicenda, come spiegato dal “Tirreno” anche il relazione allo scenario pre fallimentare della società, è quella che vede l’ex presidente Alessandro Volpe indagato per abuso d’ufficio. Secondo l’accusa Volpe affidò «lavori per la ristrutturazione di due manufatti, per un importo stimato di 758mila euro, a ditte e professionisti di sua fiducia, parcellizzando gli incarichi al fine di evitare la procedura di evidenza pubblica, intenzionalmente procurando a terzi ingiusto vantaggio patrimoniale quantificato in circa 72mila euro». (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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