Toscana
Carnevale e lirica senza fondi nei conti del bilancio 2015
Il commissario Romeo al lavoro per il primo atto legato al dissesto. E resta il problema di chi sono i responsabili
VIAREGGIO. Non c’è dissesto senza bilancio stabilmente riequilibrato, arrivare al quale è l’obiettivo numero uno che si deve proporre tutta la macchina amministrativa che si trovi a gestire il dissesto di un Ente pubblico. Ci sta lavorando il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo, ma la coperta è decisamente corta. E così - annuncia Lorenzo Bertoli, ex assessore al bilancio della Giunta Betti - «nelle prime bozze del bilancio stabilmente riequilibrato del Comune di Viareggio posto dissesto, non ci sono finanziamenti per Carnevale e Festival pucciniano». Ciò detto, poiché si va verso le elezioni amministrative per la scelta del nuovo sindaco - quello che gestirà davvero il dissesto di conti pubblici - «la politica deve dire chiaramente che le risorse non ci sono».
L’occasione è il convegno organizzato dal Partito democratico dal titolo “Governare ai tempi del dissesto”. E la domanda è d’obbligo: c’è da stupirsi che non vi siano le risorse oggi, a dissesto dichiarato, o c’è da indignarsi per come si è arrivati a questo? Perché Viareggio non deve vedersela solo con i conti che non tornano. A non quadrare - e lo denuncia l’ispezione del ministero dell’economia con relativa relazione oggi nelle mani della Procura della Repubblica che ha aperto un’indagine - sono i finanziamenti per le due Fondazioni per i quali si sono accesi mutui per investimenti. E tutto il resto oggi al vaglio di guardia di finanza e carabinieri.
«La politica è chiamata oggi a far capire ai cittadini che ci sono dei vincoli», è la risposta del commissario del Pd viareggino, Giuseppe Dati: «E se ci sono esponenti politici che ancora promettono, sono degli irresponsabili».
Ma così non vale. Perché, alla fine, la “palla” del dissesto resta sempre e solo nelle mani dei cittadini. Senza che la politica si ponga davvero il problema delle responsabilità e di chi paga per i misfatti. Questione che ha toccato, ieri mattina, Andrea Palestini, presidente del consiglio provinciale. Il quale ha portato all’attenzione di tutti la sentenza della Cassazione, a sezioni unite, 26283/13: «L'azione del procuratore contabile - scrivono i giudici - appare poi configurabile nei confronti di chi, quale rappresentante dell'Ente partecipante o comunque titolare del potere di decidere per esso, abbia colpevolmente trascurato di esercitare i propri diritti di socio, così pregiudicando il valore della partecipazione. Ciò che ben può accadere quando il socio pubblico, in presenza di atti di “mala gestio” imputabili agli amministratori o agli organi di controllo della società partecipata, trascuri ingiustificatamente di esercitare le azioni di responsabilità alle quali egli sia direttamente legittimato, ove ne sia derivata una perdita di valore della partecipazione».
Una sentenza che calza come un abito su misura sulla situazione di dissesto a Viareggio. Un argomento, quello delle società, toccato con grande capacità ed esperienza da Antonello Paolo Zaccone, ragioniere capo del Comune di Alessandria (bisognerebbe poter opzionare i “cartellini” dei ragionieri capo...): «L’importante - ha spiegato - è lavorare alacremente ad un bilancio riequilibrato che contenga la riorganizzaizone dei sistemi operativi e dell’intero Comune. E la riorganizzazione delle partecipate è un’occasione: perché il loro sistema non è più attuale rispetto alle esigenze attuali e perché sono stati individuati management non adatti al compito».
Riorganizzando il Comune di Alessandria in dissesto - è stata la testimonianza dell’assessore al bilancio Giorgio Abonante - sono stati sospesi i buoni pasto al personale per un anno è mezzo. Abonante ha usato parole molto dure contro «l’ipotesi di salvacondotto che gira in Parlamento per gli amministratori sotto accusa. Ad Alessandria non potremmo sopportarlo...».
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