Toscana
Minacciati i due indagati per l’omicidio Iacconi
Parole pesanti su Facebook contro Bianchi e Fialdini: entro cinque giorni il sì o no all’eventuale arresto. Lunedì l’interrogatorio dei minorenni già finiti in carcere
VIAREGGIO. Minacciati su Facebook Federico Bianchi e Alessio Fialdini, i due giovani indagati per la morte di Manuele Iacconi, scomparso a 34 anni dopo un pestaggio avvenuto in Darsena nella notte di Halloween. Nei confronti dei due ragazzi, rispettivamente di 19 e 18 anni, sono volate parole pesanti sulle pagine del social network: un ulteriore segnale del clima che si respira ancora oggi su questa vicenda, che ha destato sconcerto a Viareggio e a Piano di Mommio dove Iacconi viveva. Al momento non risultano denunce su quanto accaduto, anche perché da parte dei legali dei ragazzi c’è la volontà di tenere bassi i toni. Vista e considerata la delicatezza della vicenda. Sui due giovani pende una richiesta di arresto fatta dalla Procura di Lucca, che verrà valutata nei prossimi giorni dal tribunale del Riesame di Firenze. Con una risposta, forse, che verrà data già lunedì.
Cinque giorni. È il tempo entro cui il tribunale del Riesame deciderà se accogliere la richiesta del pubblico ministero Sara Polino, e cioè dare il via all’arresto di Bianchi e Fialdini. Oppure se accogliere le istanze dei legali dei due ragazzi, negando la misura cautelare. E lasciandoli quindi in libertà. Ieri, infatti, si è tenuta a Firenze l’udienza in cui i giudici del Riesame hanno ripercorso il caso e ascoltato gli avvocati difensori dei due ragazzi, i legali Massimo Landi (Fialdini) e Maria Laura Bitonte (Bianchi). Entrambi, com’era ovvio, si sono opposti alla richiesta fatta dalla Procura, ribadendo la loro convinzione a proposito delle responsabilità limitate dei due giovani in quella notte maledetta. Responsabilità che sono invece ritenute ben più gravi per i due minorenni già reclusi in carcere, uno a Torino e uno a Roma.
I ruoli e le responsabilità. Secondo quanto emerso nell’inchiesta, sarebbero stati i minorenni i veri protagonisti dell’aggressione che è costata la vita a Iacconi e diversi giorni di ospedale all’amico di lui Matteo Lasurdi. Il ruolo di Bianchi e Fialdini, che erano lì e sono rimasti coinvolti nella vicenda, è parso più legato all’accendersi della contesa che è finita nel sangue, che non al pestaggio vero e proprio. L’aggressione, insomma, sarebbe stata eseguita materialmente dai più giovani, uno dei quali avrebbe ripetutamente colpito Iacconi con un casco. Tutti e quattro i coinvolti sono accusati di omicidio e tentato omicidio in concorso.
Le richieste dei legali. Entrambi gli avvocati difensori hanno ricordato che il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lucca aveva già negato le misure cautelari per Bianchi e Fialdini: proprio contro questa decisione il pm Polino aveva fatto appello al Riesame. Landi e Bitone, quindi, hanno ribadito la loro linea difensiva, a sostegno della decisione del gip. «Abbiamo discusso l’appello fatto dalla Procura contro questa decisione del gip - afferma l’avvocato Massimo Landi - a questo proposito ho anche depositato una memoria difensiva per il mio cliente. Ritengo che non ci siano elementi indiziari tali da ritenere che si debba procedere a una misura cautelare, come del resto si era già espresso il giudice. Siamo fiduciosi sul fatto che questa nostra valutazione verrà accolta».
Gli interrogatori. Lunedì, sempre a Firenze ma nella Procura presso il tribunale dei minori, si terrà il doppio interrogatorio dei due minorenni arrestati per l’omicidio Iacconi. A sentirli sarà il magistrato Benedetta Parducci. Anche questo è un appuntamento molto importante per capire come si svilupperà l’inchiesta per cui - è notizia di alcuni giorni fa - sono in corso ulteriori approfondimenti da parte della Procura lucchese.
L’attesa. Da parte degli amici di Manuele, intanto, si attendono con ansia sviluppi che facciano sempre più chiarezza su questa vicenda. L’impressione è che l’inchiesta sia all’ultima curva, dopo il lavoro certosino degli inquirenti.
@matteotuccini
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