Sicurezza
Il Comune dà l’addio all’asse di penetrazione
Presentato il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar vinta dalla Fervet dopo quattordici anni di contenzioso: i tempi diventano infiniti
VIAREGGIO. “Nell’anno del poi e nel mese del mai”, recita il detto che ben si adatta oggi, al destino dell’asse di penetrazione. Il cui secondo lotto termina nei campi di proprietà della “Fervet” mentre il terzo rischia di non vedere mai la luce. Perché il Comune di Viareggio, oggi governato dal commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo, ha scelto di presentare ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tribunale amministrativo toscano che (1.064/2014) - dopo quattordici anni di contenzioso - ha dato ragione alla società “Centro nautico toscano Spa” dell’imprenditore Giuseppe Balducci. Un provvedimento, quello del Tar, che contiene un giudizio pesante sulla gestione dell’urbanistica da parte del Comune di Viareggio. Là dove i giudici “strapazzano” l’Ente pubblico accusandolo di proporre strumenti urbanistici che in realtà si configurano, nei confronti dei privati, come veri e propri espropri.
È chiaro, dunque, perché lo “storico” dirigente all’urbanistica in Municipio, Franco Allegretti, abbia insistito perché si imboccasse la strada del ricorso al Consiglio di Stato (che un nuovo sindaco potrebbe ritirare...). Al quale il ricorso firmato dall’avvocato Giovanni Montana (i legali di Balducci sono, invece, Roberto Righi, Antonio Vannucci Zauli e Francesco Frati) chiede di riconoscere «che tutti gli atti e i provvedimenti assunti dal Comune di Viareggio nella vicenda sono pienamente legittimi».
È evidente che i tempi si allungano all’infinito, nelle more dell’iter della giustizia amministrativa. Mentre il secondo lotto non porta in via Indipendenza e continua ad intasare via Nicola Pisano che propone l’itinerario più assurdo per arrivare in Darsena. Ed il terzo - per il quale la Regione aveva messo a disposizione cinque milioni - è morto strozzato in culla.
Con buona pace - è Giuseppe Balducci a ricordarlo - di quell'’accordo procedimentale che «è stato sul tavolo del sindaco Marcucci prima, di Lunardini poi, ed infine di Leonardo Betti». Il quale aveva schierato gli assessori Chiara Romanini e Giovanni Giannerini, i quali erano arrivati ad un passo dall’intesa sulla destinazione dell’area a Regolamento urbanistico approvato in cambio dei terreni che Balducci avrebbe ceduto subito per consentire il proseguimento dell’asse. Con la scelta del Comune di ricorrere, ora il grande “Gioco dell’oca” dell’asse di penetrazione sembra tornare al “via”.
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