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Versilia

Riparte la protesta contro la chiusura delle Poste in collina

Riparte la protesta contro la chiusura delle Poste in collina

Stasera assemblea del comitato dei cittadini a Valpromaro Intanto il sindaco, Alessandro Del Dotto, scrive al prefetto

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CAMAIORE. Il 2012 era stato l'anno delle proteste. In tutta la Versilia, ma a Camaiore in particolare, con i cittadini riuniti in comitato scesi in piazza, le parole dure del sindaco, Alessandro Del Dotto, nei confronti di Poste Italiane. Una protesta arrivata persino al Gp di Camaiore, con tanto di striscioni lungo il percorso dei ciclisti, e poi sospesa quando da Poste Italiane arrivò la conferma: chiuso l'ufficio di Casoli, salvo Valpromaro. Tre anni dopo si ricomincia: i servizi di Valpromaro sono di nuovo a rischio, e il comitato paesano disseppellisce l'ascia di guerra.

«Purtroppo - scrive il comitato paesano di Valpromaro, che al suo interno ha cittadini sia del versante camaiorese che di quello massarosese della frazione collinaresi - questa volta non annunciamo lieti eventi o iniziative per la nostra comunità. Dobbiamo nostro malgrado tornare sul tema dei servizi pubblici.  In una riunione che si è tenuta in questi giorni a Firenze la direzione regionale di Poste Italiane ha comunicato l'intenzione di procedere con un ulteriore piano di ridimensionamento del servizio, che coinvolge anche il nostro ufficio postale di Valpromaro, per cui viene ipotizzata la chiusura». Secco e fermo il no alla decisione. «La proposta - scrive il comitato paesano - ovviamente irricevibile dalla popolazione e dai territori coinvolti, sollecita nuovamente la protesta. Per decidere, tutti assieme, la forma di protesta abbiamo convocato un'assemblea pubblica». La riunione è in programma questa sera alle 21 nei locali della Casa del Pellegrino di Valpromaro, alla presenza dei comitati locali, delle amministrazioni coinvolte e dei sindacati. I cittadini si augurano anche la presenza del primo cittadino, Alessandro Del Dotto, che nel 2012 tenne la mano ferma nei confronti di poste italiane minacciando di sollecitare i suoi concittadini a chiudere tutti i conti postali. “La chiusura dell'ufficio di Valpromaro - ricorda il comitato - avrebbe ripercussioni di disagio per i residenti, specie quelli più anziani, impossibilitati a recarsi da soli alle poste più vicine».

E d’accordo con i cittadini è appunto il sindaco Del Dotto, già al loro fianco nel 2012. «Ho già scritto al prefetto - annuncia Del Dotto - In 15 anni Camaiore ha perso almeno 4 uffici postali. Nel caso di Valpromaro parliamo di un bacino di utenza di 1200 abitanti, tra cui tanti anziani che vanno alla posta a prendere la pensione e ne hanno bisogno per pagare tasse e bollette e per gli altri servizi. L’amministrazione si impegna a rendere più semplice e attrattiva la vita nelle zone collinari ma così le Poste vanificano i nostri sforzi chiudendo gli uffici. Lo scenario che ci prospetta l’azienda è preoccupante per gli aspetti occupazionali, quelli legati alla qualità del servizio e per il fatto che si va a toccare, nel nostro caso, un ufficio collinare».

«Il Prefetto - conclude Del Dotto - mi ha già comunicato che sarà convocato un tavolo di confronto : quello che chiediamo è che Poste Italiane ascoltino le ragioni dei territori. Le risorse per garantire un servizio adeguato ci sarebbero se venissero spese meglio: cominciamo a tagliare gli stipendi di maxi manager e direttori generali». (m.p.)

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