Gioco
Pietrasanta, contaminata dal tallio anche se abita fuori dalla zona rossa
Le analisi hanno rilevato un’esposizione molto al di sopra della norma. «Ho sempre vissuto al Pollino, lontano da Valdicastello: cosa ho bevuto in questi anni?»
PIETRASANTA. «Da 30 anni abito nella zona del Pollino: dalle analisi su un campione dei miei capelli è emersa una significativa esposizione al tallio. Com’è possibile visto che vivo, da decenni, in una zona dove l’acqua, stando a quanto ci viene detto, non è stata contaminata da questo metallo?».
Iuna Antonelli ha 65 anni: ha contattato il Tirreno preoccupata per gli esiti di una serie di analisi che hanno evidenziato nel suo organismo una presenza, fuori dalla norma, di quello che a Pietrasanta, oramai, rappresenta un vero e proprio incubo per tante persone: il tallio.
Tutti gli articoli sull'emergenza tallio
«Da qualche tempo a questa parte accuso una serie di malesseri: non voglio entrare nel dettaglio, ma su indicazione del medico ho eseguito diversi controlli. Fra questi anche l’analisi del capello in un laboratorio specializzato di Civitanova Marche. Controllo, quest’ultimo – continua Antonelli – che ha rilevato, come detto, un’esposizione del mio organismo al tallio in misura eccedente i parametri raccomandati. Molto eccedente, purtroppo. Ed oltre al tallio sono stati rilevati tracce importanti di altri metalli pesanti".
"Premesso che abito in una zona, come quella non distante dall’inceneritore, che bene alla salute certo non ha fatto, qualcuno mi deve spiegare, in modo esaustivo e convincente, l’anomalia riferita al tallio. Come gli altri pietrasantini ho infatti bevuto e utilizzato, a fini alimentari, in tutti questi anni, acqua dal rubinetto: quando è scoppiata l’emergenza, Comune, Gaia, Asl e via dicendo ci hanno ripetuto che la problematica si riferiva solo a Valdicastello. Poi è emerso che il tallio aveva intaccato anche la rete idrica del centro storico, ma erano stati esclusi coinvolgimenti delle altre località, Pollino incluso, in quanto, così sempre ci era stato riferito, le nostre utenze erano e sono fornite da altre sorgenti. E allora perché, signori amministratori comunali e referenti dei vari organi di controllo, nel mio organismo il tallio è presente in modo così rilevante? L’esame sul campione di capello analizzato non segnala, come mi è stato detto, una situazione di anomalia transitoria, ma un eccesso di accumulo nel tempo. In poche parole cosa ho bevuto in tutti questi anni? Cosa abbiamo bevuto noi pietrasantini? In tutta questa confusione è normale avere paura: per noi stessi e per i nostri cari».
Parole, quelle di Iuna Antonelli, che si vanno ad aggiungere a quelle, altrettanto preoccupate, di una giovane mamma, che abita dalle parti del quartiere Macelli e che ci segnalava il caso di sua figlia, di poco meno di 3 anni, risultata esposta al tallio con valori 20 volte superiori a quelle delle persone non esposte. «Anche le mie analisi - ci ha detto - denunciano un'esposizione importante, ma temo per la salute futura della mia bambina. Pretendo risposte. E se qualcuno ha sbagliato lo perseguirò in ogni sede».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
