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Versilia

Betti e Romanini nel Pd: la sospensione è revocata

Betti e Romanini nel Pd: la sospensione è revocata

La commissione di garanzia regionale: illegittimo il provvedimento versiliese Gli ex consiglieri Mei e Zappelli restano fuori per due anni e lasciano il partito

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VIAREGGIO. Fuori e dentro, come quando si fanno le squadre per giocare a pallone in piazza: Leonardo Betti, ex sindaco, e Chiara Romanini, ex assessore ed ex presidente del consiglio comunale, restano nel Partito democratico; Sandra Mei e David Zappelli, invece, sono fuori per due anni. Ma - dopo che la commissione regionale di garanzia del Pd ha rovesciato il verdetto della commissione di garanzia versiliese, confermando invece la “pena” a loro carico - Mei e Zappelli hanno lasciato il partito, rimettendo la tessera.

Il verdetto della commissione regionale è senza appello per quella versiliese: i quttaro mesi (per Betti) ed i sei (Romanini) di sospensione sono disposti con un provvedimento «illegittim» e la sanzione « è stata adottata a seguito di un procedimento disciplinare “sommario”». Il risultato è «la carenza assoluta di motivazioni» del provvedimento che riguarda «l’esercizio del mandato politico, rispetto al quale rileva la eventuale responsabilità politica e non anche quella disciplinare».

La vicenda era quella relativa alla mancata informazione ai consiglieri comunali sullo stato di dissesto dei conti del Comune, evidenziato già nel 2013 dall’allora ragioniere capo Maurizio Nieri. Ma - si legge nella decisione presa a Firenze - «le commissioni di garanzia, di qualunque grado,non sono legittimate ad invadere l’insindacabilità della sfera politica»

In base allo stesso principio vengono confermati i due anni di sospensione nei confronti dei due ex consiglieri comunali che si sono dimessi insieme all’opposizione. «Il clima di duro scontro all'interno del Pd - scrive la commissione di garanzia regionale - e i contrasti sulle politiche amministrative, a cui la memoria dei ricorrenti fa più volte riferimento, non possono essere assunti a giustificazione della premeditata decisione di unire le proprie dimissioni a quelle dei gruppi di opposizione per determinare l'interruzione traumatica del mandato amministrativo». Detto ciò, citando lo Statuto del Pd, la commissione conclude: «Non risulta vi sia una qualsiasi associazione umana democratica che non sia dotata di alcune elementari regole di convivenza al cui rispetto sono tenuti i propri membri». E comunque vada, è il messaggio, bisogna “starci dentro”.

Euforico, ieri pomeriggio, l’ex sindaco Betti, sulla rampa di lancio elettorale al grido di “o primarie o morte”: «Non avevo alcun dubbio: giustizia è fatta. Ed ora, non rimane che continuare ad occuparci dei veri problemi di Viareggio e con le scelte da prendere avendo sempre a cuore la mia città».

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