Il Tirreno

Versilia

Abusa di una bimba: arrestato

Abusa di una bimba: arrestato

Le indagini dei carabinieri dopo c he la famiglia si era accorta dei segnali della piccola di dieci anni

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Dieci anni appena e nella testa, per qualche settimana - stretti nel silenzio tra sé e sé,- quei gesti strani di un uomo che aveva modo di avvicinare la sua famiglia e che avrebbe dovuto essere tutto tranne quello che poi si è rivelato essere. Poi la piccola non ce l’ha fatta ed i segnali di quello che era accaduto sono emersi. Una parola, un gesto, un riferimento non adatti all’esperienza della vita che può avere una bambina in età da scuola elementare: e c’è voluto poco, per i suoi familiari, a capire che la cucciola di casa era incappata in qualcosa che non avrebbe mai dovuto vedere/vivere, accusando un grave disagio per quanto le era stato imposto di subire.

È così che si è arrivati all’arresto, eseguito dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Viareggio (guidata dal comandante Massimo Amato) in un comune della Versilia mercoledì sera, nei confronti di un versiliese di 33 anni, con l’accusa di violenza sessuale su minore. Provvedimento seguito alle indagini dei carabinieri dell’aliquota operativa di Viareggio, condotte anche con l'ausilio di esperti pediatri e psicologi.

Nel corso dell’attività dei militari sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza a carico dell'uomo che – sottolineano i carabinieri – «pur non avendo rapporti di parentela con la vittima, ha approfittato di alcuni momenti in cui era rimasto solo con la bambina» per comportarsi come con un minore non bisognerebbe neppure immaginare di fare.

Invece, la piccola è stata costretta – per fortuna le situazioni in cui si è venuta a trovare sono state solo un paio - ad un salto improvviso in comportamenti adulti che riguardano la sfera sessuale e che sono decisamente choccanti per una bambina della sua età. Comportamenti che l’uomo metteva in atto su di sé, ma anche sulla vittima. Alla quale avrebbe mostrato anche materiale pornografico.

L’invasione della sfera intima di una persona non consenziente o di un minore come in questo caso, per il Codice penale configura il reato di violenza sessuale. Anche senza che si arrivi – e per fortuna questo non è accaduto, probabilmente anche grazie al fatto che la bambina non ha taciuto, come accade troppo spesso per un misto di paura e senso di colpa che le vittime si sentono addosso – al compimento di un atto sessuale completo.

Una storia che dimostra come ascoltare i propri figli, osservarli, prestare attenzione a comportamenti non consueti, possa davvero evitare situazioni peggiori.

Donatella Francesconi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web