Gioco
Il presidente di Cna si candida a guidare la “grande” coalizione
Luca Poletti ha già in tasca il sostegno del segretario Pd Dati ma cerca l’appoggio di liste civiche, movimenti e associazioni
VIAREGGIO. Luca Poletti, presidente di Cna, offre la sua candidatura a sindaco alla città di Viareggio. Lo ha fatto ieri mattina in una conferenza stampa dove, più che giornalisti, erano presenti avversari, curiosi e anche qualche esponente del Pd pronto a far fuoco (amico) sul nome nuovo, per Viareggio si intende, nello scenario politico cittadino.
Poletti si presenta da solo ma con la benedizione del segretario versiliese (e commissario comunale) del Pd, Giuseppe Dati. E lo fa perché è in cerca di un consenso che vada oltre il Pd e coinvolga associazioni, movimenti, società civile. Una grande coalizione che guarda al centrosinistra. E ciò nella convinzione, diffusa ma di rado condivisa pubblicamente, che il partito non sia in grado di esprimere da solo un candidato unitario e che comunque non riesca a recuperare quel consenso indispensabile per continuare a governare la città dopo essere uscito a pezzi – in senso proprio – dall’ultimo mandato amministrativo del sindaco piddino Leonardo Betti.
Che possa riuscire nell’impresa l’artigiano quarantaseienne di Stiava da qualche tempo a capo di Cna? La strada è in salita e la partita si gioca fondamentalmente su due tavoli. Il Pd da una parte, il resto del mondo (partiti, movimenti, associazioni, categorie)dall’altra.
A Poletti, 46 anni, sposato con 2 figli, l’esperienza amministrativa non manca. Già a 24 anni era segretario del Pds, è stato candidato sindaco a Massarosa, consigliere comunale, assessore. La politica è una passione di famiglia, che coinvolge, in seno al Pd, anche la moglie Giancarla Mei. Nel 2009 decide di prendersi una pausa, rinuncia all’incarico di vicesindaco in municipio a Massarosa che pure il sindaco appena eletto, Franco Mungi, gli aveva proposto. E fa carriera in Cna, continuando a lavorare nella sua ditta artigianale.
È il Pd, con il commissario Giuseppe Dati, a bussare per primo alla sua porta ad ottobre. “Durante quella discussione - racconta Poletti - il commissario mi disse che secondo lui sarebbe stato utile per la città il coinvolgimento di figure con caratteristiche simili alle mie, sondando una mia disponibilità non tanto alla candidatura ma quantomeno a mettersi a disposizione». E la cosa, qualche tempo dopo, finisce sul Tirreno. Poletti conferma quanto già annunciato a Dati: un no grazie cordiale per impegni familiari, di lavoro e in Cna. Poi il ripensamento arrivato dopo inviti, incoraggiamenti, sollecitazioni seguite al primo diniego. «Perché non tu?» Gli è stato detto da cittadini, imprenditori, rappresentanti delle associazioni, amministratori. E Poletti ha deciso di imbarcarsi per un viaggio pieno di difficoltà e dalla destinazione incerta.
«Non intendo ufficializzare una candidatura ma un percorso» dice il presidente di Cna che si prende 15 giorni di tempo per verificare se sussistano le condizioni per la sua candidatura. Intanto con il Pd, al quale chiede una investitura e «senza il quale – afferma – non si va avanti». Poi con società civile, associazioni, liste civiche, movimenti, anzitutto quelli che hanno dato vita al corteo del 14 novembre scorso: migliaia di persone scese in piazza al grido di “riprendiamoci Viareggio” dopo l’aggressione di Halloween in Darsena che ha poi portato alla morte di Manuele Iacconi. Infine con il commissario Romeo, i rappresentanti delle partecipate, l’ex sindaco Betti per capire le reali condizioni della città in dissesto. «Se ci sarà consenso andrò avanti» commenta, escludendo fin da ora scenari legati a possibili primarie «perché la situazione di Viareggio non è quella di Pietrasanta».
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