Sicurezza
«Centro congressi fuori dalla legge»
I revisori del Comune a Romeo: la società va liquidata come deciso dal consiglio comunale
VIAREGGIO. Ma siamo proprio sicuri che difendere la legalità a Viareggio passi davvero principalmente per gli invocati i blitz in pineta o in piazza Dante? Il dubbio viene ascoltando quanto il Municipio rimanda degli incontri che si sono susseguiti ieri, giorno in cui erano presenti a Viareggio i revisori dei conti del Comune. Tirava vento e si è capito perché nella tarda serata, quando qualche notizia è filtrata. A cominciare da quella per cui i revisori (Daniele Limberti, presidente, Claudio Pucci e Salvatore Suriano) - su richiesta dell’amministrazione prefettizia - hanno indicato chiaramente la strada da seguire in materia di futuro della Viareggio Versilia Congressi in liquidazione da anni: eseguire quanto disposto nella delibera di revoca della revoca della liquidazione. Per mettere fine ad una situazione che è stata definita, senza giri di parole, «fuorilegge». Liquidare i fornitori e licenziare i lavoratori a tempo determinato sono due delle azioni indicate dalla delibera approvata dal consiglio comunale. Al resto - hanno indicato i revisori al commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo - ci pensi la Viareggio Patrimonio, chiamata a riprendersi Centro congressi e stabilimento balenare e a fare le scelte più opportune in materia di attività commerciale.
Messi i puntini sulle “i” ora starà al sub commissario Mario Tommasino tornare ad incontrare il liquidatore Riccardo Cima per dare la risposta dell’amministrazione straordinaria.
Ma l’indicazione arrivata a Romeo più in generale è stata di quelle senza appello. Perché il rischio dietro l’angolo, così sarebbe stato sottolineato, è quello della svendita per un pugno di spiccioli sia della Centro congressi che della Viareggio porto, società che il 9 febbraio affronta un’udienza fallimentare. Sullo sfondo di questa vicenda ci sarebbero, addirittura, varianti di edificabilità per l’area del Triangolino che non vedrà mai il terzo lotto dell’asse di penetrazione, considerando che il contenzioso con la Ferveva per il passaggio del secondo lotto in Darsena è più aperto che mai, nonostante la sentenza del TAR che ha dato ragione all’imprenditore Giuseppe Baltici. Chi metta le mani oggi sulla Viareggio porto in liquidazione e portata sull’orlo del fallimento potrebbe farlo più per l’interesse verso il Triangolino che per quello per la Madonnina. Con un’operazione che da più parti in città viene apertamente definita come «sporca».
Sembra di stare in una commedia dell’assurdo: i beni della città in dissesto fanno gola come la casa da svaligiare dell’ultracentenari morta sola. In un quadro che non vede il ministero dell’interno procedere alla nomina di chi potrebbe mettere ordine in tutto questo: l’Organismo straordinario di liquidazione, previsto dalla legge per gli Enti in dissesto, che il Prefetto Giovanna Canestro continua a indicare come in arrivo ai molti che le chiedono notizie, ma che sembra ormai sempre più destinato ad insediarsi insieme al nuovo sindaco, così che sia la politica a pensare di poter nuovamente segnare il passo. Ignara del fatto che - lo hanno sottolineato ieri i revisori dei conti del Comune chiedendo con forza la nomina dell’Sol - «la partita per Viareggio si gioca tutta nei prossimi sei mesi». E non C’è tempo da perdere, e non ci sono errori ammessi.
L’altra delle società i cui nodi vanno sciolti è la Viareggio Patrimonio. Gli acconti degli stipendi sono arrivati ed il commissario Romeo ha trovato, grattando” il bilancio, duecentomila euro. Annunciando, però, di non essere «in gradi di garantire il futuro» ai dipendenti ed alla società partecipata. Così come garanzie per il futuro non ce ne sono per la piscina comunale e gli altri impianti sportivi.
Chi arriverà in Municipio a giugno, portato dal voto delle elezioni amministrative, dovrà indicare quanti dipendenti dovranno andare in mobilità, tra Comune e società partecipate e provvedere - in caso di bilancio non in equilibrio - ad aumentare la tassazione già al massimo di un ulteriore 1%. Agendo per chiudere più di una partecipata (i revisori segnalano che vanno messe le mani in Gaia) e rivedere i contratti di servizio, a cominciare da quello per il servizio di smaltimento dei rifiuti.
Donatella Francescani
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