Il Tirreno

Versilia

Omicidio Iacconi, il pm: «Arrestare i maggiorenni»

di Donatella Francesconi
Omicidio Iacconi, il pm: «Arrestare i maggiorenni»

È la richiesta che Sara Polino ha presentato al Tribunale del riesame Ancora in corso ulteriori accertamenti delegati dalla Procura alla polizia

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VIAREGGIO. Il sostituto Procuratore Sara Polino ha chiesto l’arresto di Federico Bianchi e Alessio Fialdini, i due ragazzi appena maggiorenni, sotto accusa per aver partecipato all’aggressione che ha strappato la vita a Manuele Iacconi, 34 anni, deceduto dopo un mese di ospedale. Un passaggio che il pm della Procura di Lucca aveva già fatto con il giudice per le indagini preliminari Marcella Spada Ricci (Tribunale di Lucca). La quale aveva respinto la richiesta. I due giovani sono indagati sia per l'omicidio di Manuele Iacconi che per il tentato omicidio di Matteo Lasurdi, l'amico della vittima che è stato picchiato a sangue la notte di Halloween. Adesso, a doversi pronunciare sulle misure cautelari ritenute necessarie dalla Procura per i due maggiorenni, sarà il Tribunale del riesame (Firenze) nell’udienza convocata per venerdì sei febbraio.

Tre giorni dopo saranno i due minorenni, attualmente in carcere a Torino e Roma, ad affrontare un appuntamento importante per il loro futuro: quello con il pm del Tribunale dei minori, che li interrogherà. Ma la vicenda che va oltre ogni immaginazione dell’omicidio di Manuele Iacconi, gettato a terra e poi finito a colpi di casco, in un crescendo da film dell’orrore, non è riassunta tutta nelle schermaglie legali che l’hanno fin qui contraddistinta e che hanno dato come risultato quello che un ragazzino s’è assunto tutta la responsabilità e da lì sembra non ci si “schiodi”.

Le indagini (procede il commissariato di Viareggio) vanno avanti. Il sostituto Procuratore Polino ha delegato una serie di accertamenti, alcuni dei quali già effettuati ed altri ancora in corso.

Una volta che i due minorenni saranno stati sentiti dalla Procura presso il Tribunale dei minori, sarà il momento del confronto tra le due Procure per un “punto” su come procedere. Momento di confronto dal quale potranno scaturire anche decisioni in merito a possibili confronti tra i quatto imputati, o tra alcuni di loro. Un passaggio, questo, che potrebbe davvero rivelarsi decisivo per distinguere il vero dal falso nelle dichiarazioni fin qui raccolte dagli inquirenti, a fronte delle quali ci sono testimonianze ed intercettazioni telefoniche, come quella in cui uno dei due maggiorenni, rivolto ad uno dei due minori oggi in carcere, raccomanda di non chiamare quell’altro e di non fare stronzate.

I fatti che hanno portato all’omicidio di Manuele Iacconi sono, dunque, ancora una gomitolo da sbrogliare sulla strada del rendere piena giustizia ad un giovane uomo morto senza neppure sapere perché.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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