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Incarichi esterni nelle società solo sotto stretto controllo

Incarichi esterni nelle società solo sotto stretto controllo

VIAREGGIO. «È una decisione che andava presa. Perché il Comune ha bisogno di rimettere a posto le regole. E perché il denaro pubblico va gestito in maniera oculata e rigorosissima»: così Valerio...

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VIAREGGIO. «È una decisione che andava presa. Perché il Comune ha bisogno di rimettere a posto le regole. E perché il denaro pubblico va gestito in maniera oculata e rigorosissima»: così Valerio Massimo Romeo, commissario prefettizio, motiva la scelta di mettere mano al regolamento per il lavoro extra Municipio dei 500 (circa) dipendenti pubblici, che si sommano agli altrettanti delle società partecipate.

Cosa c’entra il denaro pubblico è presto detto, citando la relazione del Mef, nel senso del ministero dell’economia, che ha messo in luce un lungo elenco di irregolarità contestate alle amministrazioni che hanno governato Viareggio. Dal 2008 al 2013, formalmente. Ma gli atti sui quali si basano le contestazioni, in alcuni casi risalgono al passato dell’amministrazione del sindaco Marco Marcucci. Per esempio la convenzione con la Viareggio Patrimonio che concedeva alla società all’epoca presieduta da Andrea Gemignani i dipendenti comunali per progettare i lavori della stessa Patrimonio. Con il risultato - di fatto automatico - che l’ufficio lavori pubblici era sempre oberato di lavoro e, dunque, fioccavano gli incarichi esterni.

Sui quali da ieri Romeo ha detto “stop”: «Ho scritto ai dirigenti del Comune e alle società partecipate che non sono più consentiti incarichi esterni che non passino dal Comune per l’approvazione. Incarichi che debbono essere motivati esclusivamente dimostrando che quella professionalità non è presente in Municipio o nella partecipata». Una direttiva che Romeo ha inviato anche alla Procura generale della Corte dei Conti: «Ho chiesto un quadro preciso di quali incarichi esterni siano in essere e per quale motivo». E dall’amministratore unico della Viareggio Patrimonio Romeo vuole anche di più: «Faccia conoscere al Comune tutti i nomi dei presidenti, membri del Cda, dirigenti, sindaci revisori e relativi compensi. Indicando anche se abbia o meno ravvisato danni nei compensi erogati e percepiti. Lo deve comunicare a me e alla Procura della Corte dei Conti».

Per quanto riguarda, invece, gli incentivi che i dipendenti comunali avrebbero indebitamente trovato in busta paga - la relazione del Mef dedica molte pagine a questo argomento - a fronte di una delibera già in segreteria per iniziare a recuperare le somme (alle quali si è arrivati con accordi sindacali che il Mef contesta), Romeo dichiara che ad affrontare questo passaggio dovrà essere l’Organismo straordinario di liquidazione. Che dal 2 ottobre il ministero non ha ancora nominato (salvo la “gaffe” di due componenti su tre che si sono dimessi sul primo decreto) senza che nessuno sappia davvero spiegare se sia perché la politica ci ha messo lo zampino... (d.f.)

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di Redazione web