Il Tirreno

Versilia

Ecco Lettera 22 Una vera scommessa in pieno centro città

Corrado Benzio
Ecco Lettera 22 Una vera scommessa in pieno centro città

Silvia e Elena hanno inaugurato il caffè-libreria in via Mazzini 18 mesi per trovare un affitto che reggesse il mercato

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VIAREGGIO. Non è un bar propriamente carnevalaro, ma domenica scorsa ha lavorato. Magari la clientela era un po' su come cultura. «Sono entrate 12 ragazze spagnole che sono a Pistoia per l'Erasmus. Sono entrate ed il locale è piaciuto molto».

Il bar è veramente sui generis. Una formula che trovi frequentemente a Milano o a Parigi. Ma che non si attanaglia del tutto alla depressione culturale dei viareggini. Perchè Lettera 22 in via Mazzini angolo via Fratti è un pubblico esercizio con annessa libreria, anzi una doppia libreria. Ci sono 600 titoli - usati - che uno po' tranquillamente leggere ad uno dei tavolini del bar. Più c'è la libreria vera e propria con i volumi nuovi in vendita.

Le titolari sanno che è un scommessa. Loro sono Silvia Peracchia, già in un'agenzia di viaggi, e l'altra è Elena Francesconi già al lavoro al Viareggio Calcio.

«Lo sappiamo che è una scommessa - racconta Silvia - conosciamo le condizioni del commercio, la situazione di Viareggio, la crisi che lascia pochi soldi nelle tasche della gente. Ma noi ci crediamo lo stesso».

La loro idea della città è molto chiara. «Abbiamo assistito a due eventi, uno è la riapertura di villa Argentina. L'altro è la ristrutturazione e la riapertura del cinema Centrale. Sono segnali importanti, uno pubblico e l'altro privato. Fra l'altro le due istituzioni sono accanto a noi, speriamo che qualcuno venga da noi».

In vetrina c'è effettivamente una Lettera 22 originale, trovata nella soffitta del nonno di Silvia. «È nuova, ancora con la sua custodia e anche il libretto delle istruzioni. Qualcuno ci ha chiesto se la vendevamo. Ma come facciamo? È il simbolo del nostro locale...» .

Che spera anche in una ripresa d tutta la zona. «Qui vicino ha riaperto anche Punto Birra, che si è trasferito dalla Darsena al centro. Poi accanto a noi c'è Romano che tutti conosciamo. Purtroppo oltre via Vittorio Veneto, la nostra strada è una sorta di terra di nessuno, soprattutto la sera».

La zona interno alla stazione è ormai un far west metropolitano. Con l'invasione di marocchini senza permesso di soggiorno, di attività cinesi (con permesso di soggiorno), di rumeni, di kebab e money transfert non frequentati come Buckingham Palace.

Ma Lettera 22 non demorde e nei weekend resta aperto fino alle 22 e 30, con l'idea con l'arrivo dell'estate, di prolungare l'orario almeno fino a mezzanotte. Via Mazzini ha bisogno di luce, di attività belle e vive, della voglia dei residenti di uscire anche per farsi un caffè e leggersi un libro.

Il momento non è un semplice. Un recentissimo report del Corriere della Sera segnala che un bar su 4 dopo due anni dall'apertura è già chiuso. Questo per non essere di malaugurio per Lettera 22, ma per segnalare come il momento sia duro.

Da rimarcare anche il problema degli affitti dei fondi. «Conosciamo il problema - raccontano - abbiamo girato per un anno e mezzo prima di trovare questo fondo. Nelle zone pedonali della città chiedevamo fra i 2800 e i 4000 euro al mese. Cifre per noi insostenibili. Per fortuna la proprietà del fondo ci è venuta incontro».

Via Mazzini, del resto, è il regno dei bar delle pizzerie a taglio e dei panifici: ce ne sono decine, con un ricambio non indifferrfente, ma soprattutto preoccupante. Silvia ed Elena sembrano avere la spalle solide per resistere anche alle prime delusioni o alle difficolà del mercato.

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