Proteste
carnevale»il caso e le polemiche
VIAREGGIO. Il mastodontico scheletro del tirannosauro realizzato quest’anno dal carrista Carlo Lombardi, di sicuro, farebbe la fortuna di qualsiasi museo che ha un’ala dedicata alla preistoria. E...
VIAREGGIO. Una volta c’erano le orchestre che soffiavano in trombette e tromboni direttamente a bordo dei carri, oggigiorno l’intrattenimento passa tra le mani dei disc jockey che eseguono un mashup tra due brani. È il segno tangibile di un Carnevale che passa dalle nostalgiche musicassette ai più pratici cd ma che, specie negli ultimi anni, ha rispolverato una vecchia tradizione: la canzone ufficiale del carro.
Quella che fino a poco tempo fa era una semplice eccezione è tornata ad essere una regola a cui i costruttori si sono pian pianino uniformati. Un merito da ascrivere sia alla Fondazione Carnevale, che da anni assegna il premio Icilio Sadun per la miglior colonna sonora, sia al movimento I Carnevalari e al loro Festival di Burlamacco, che ha risvegliato la voglia di comporre nuove canzoni e ha regalato visibilità a talenti emergenti.
Ogni carrista ha seguito la sua strada, com’è sacrosanto che sia. Prendete la famiglia Lebigre (ormai parlare di coppia è diventato piuttosto riduttivo): dal 2012 portano avanti una collaborazione artistica di tutto rispetto con Luca Bassanese che quest’anno si è concretizzata in una canzone scritta a quattro mani con Jacopo Fo. Lo stesso cantautore vicentino ha partecipato domenica scorsa alla prima sfilata e ha già annunciato il suo ritorno per sabato 28 febbraio in occasione del quinto e ultimo corso mascherato.
Il campione in carica della prima categoria Alessandro Avanzini, invece, si è affidato ad alcuni brani inediti del collettivo di artisti Clak-Teatro Contagi da alternare sapientemente a “Time” dei Pink Floyd, la cui celebre introduzione con il ticchettio di orologi e lo scampanellio di sveglie e pendoli accompagna una delle coreografie.
E se tra le zampe dell’elefante multicolore dei gemelli Luigi e Uberto Bonetti hanno trovato posto alcuni pittoreschi suonatori di bongo (poteva forse mancare la musica etnica in un carro che parla dell’Africa?), i fratelli Umberto e Stefano Cinquini hanno puntato su tre brani diversi a corredo della colossale mamma Merkel - la “Gravy Dance”, “Spingi spingi” e “La marcia degli sbrodolini”, tutte partorite (pardon, composte) da Matteo Cima, Andrea Paci (che è anche dj sul carro) e Daniele Biagini.
Lo stesso Biagini, già autore e interprete nel 2012 della canzone ufficiale del Carnevale, ha poi cantato la canzone “Quello che non vorrei vedere” scritta da Simone Remedi per il carro di Massimo Breschi che si caratterizza per il fortissimo impatto emotivo grazie soprattutto alle ansiogene note di “Profondo rosso”.
Nel patriottico carro di Roberto Vannucci, poi, riecheggiano tra i costumi che esaltano il tricolore italiano l’inno di Mameli e ovviamente il “Bella ciao” che dà il nome all’intera costruzione.
Tutto viareggino, invece, il brano che Fabrizio Galli ha scelto per il suo “Riempici di gioia”: Luca Mengali e Sandro Paoli si lanciano in un rap sul dissesto del Comune e arrivano a porre uno scomodo interrogativo (“dimmi tu cos’è Viareggio senza il Carnevale”).
Carlo Lombardi, la coppia Politi-Borri e Franco Malfatti, infine, hanno voluto lo stesso cantante: si tratta del giovane Alessandro Pasquinucci, da quest’anno pure mascheratista, che ha firmato i brani ufficiali delle tre costruzioni.
Scendendo in seconda categoria, piace l’incalzante “Il dolce è servito” di Massimo Domenici sulla torta nuziale di Allegrucci, mentre una strofa di “Tentami” di Simone Cerri si prende gioco delle coreografie più seriose, coerentemente assenti sull'omonimo carro di Cinquini.
E se Ceragioli mescola samba, Ciajkovskij e Björk, la costruzione di Tomei che denuncia i tormentoni spaccatimpani non poteva rinunciare alla performance dal vivo della cantante Valentina Lottini con tanto di brano ufficiale.
E va, la musica va...
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
