Attenzione
A Forte dei Marmi il primo divorzio low cost
Nella capitale dei matrimoni vip registrato il primo atto di divorzio "veloce" al costo di 16 euro. A dirsi addio due fortemarmini
FORTE DEI MARMI. Da anni il Forte è metà preferita di chi vuole sposarsi, magari sfruttando la villa al mare per il ricevimento degli amici, o in qualche caso la suggestione della spiaggia invernale per dire il fatidico “sì”. “Una preferenza che, - come spiega Bruno Biagi, l’Ufficiale di stato civile della capitale vip della Versilia - ci ha portato a superare la media dei matrimoni civili che si celebrano usualmente nei comuni della nostra stessa dimensione e popolazione. In certi giorni ne abbiamo celebrati anche tre di fila!”.
Adesso però, dopo tanti “sì” è arrivato anche il primo “no”, nel senso che Forte dei Marmi ha tagliato il traguardo, tra le prime città toscane, del divorzio low-cost. “Le cronache, rispettose della privacy, dicono che il primo divorzio celebrato in municipio al Forte è quello di una coppia fortemarmina che si era sposata in città e che da tempo viveva in stato di separazione. Nei giorni scorsi si è presentata davanti a Biagi per confermare la propria volontà di chiudere questa esperienza insieme.
“La procedura del nuovo divorzio breve che è stato demandato ai comuni – spiega ancora l’ufficiale di stato civile fortemarmino – prevede che si metta a verbale la richiesta della coppia, e se non lo è ancora che avvii la separazione. Se invece si trova già separata si può andare direttamente allo scioglimento, come nel caso del primo caso capitato in città. Adesso dopo non meno di trenta giorni i due ex coniugi dovranno confermare la loro volontà e si procederà con l’atto di scioglimento e le relative annotazioni previste dalla legge. Senza ulteriori difficoltà. E il tutto con la modica spesa di 16 euro”.
Insomma il divorzio breve e low cost voluto dalla legge fin dal novembre scorso e che ha tagliato fuori le vecchie norme e lunghissime procedure presso i tribunali giudiziari con tanto di avvocati specializzati, è ormai operativo e bastano poche formalità e magari una stretta di mano del funzionario dello stato civile del comune per sancire che quel matrimonio non esiste più per la legge italiana. Il tutto con costi nemmeno paragonabili a quelli di qualche anno fa. Qual è la situazione dei Comuni? “Non conosco la situazione dei colleghi – conclude Biagi - ma è chiaro che siamo tutti di fronte a una nuova realtà che potrebbe diventare anche numericamente molto importante. Noi, ad esempio abbiamo già ricevuto molte telefonate di coppie che si informavano su questa possibilità da risolvere tra le mura del municipio con pochi essenziali passaggi. Ieri so che l’Anci Toscana ha organizzato un grosso appuntamento a Firenze proprio per aiutare noi funzionari dello stato civile ad accogliere al meglio i cittadini che vogliono concretizzare il loro divorzio breve, ma posso aggiungere che dal 7 febbraio ci sarà anche un altro appuntamento formativo con l’Unione dei Comuni della Versilia, sempre per darci una preparazione completa e esauriente”. E probabilmente, stavolta, la legge è stata più veloce della burocrazia, nel senso che la formazione del personale dei comuni che dovrà sempre più occuparsi dei divorzi “fai-da-te” e informare le coppie sulle varie limitazioni (una è l’assenza di figli minori, ndr) andava forse affrontata con maggiore anticipo. Inoltre come ha evidenziato un dirigente dell’ANCI forse si dovrebbe pensare a realizzare in ogni municipio un ufficio specifico che garantisca alle coppie interessate un minimo di privacy. Non è bello che chi vuole porre fine al proprio matrimonio si ritrovi in fila, senza o con relativa riservatezza, con chi deve fare semplicemente la carta di identità o ritirare il certificato di residenza. Tanto più nei Comuni piccoli dove si conoscono tutti.
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