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Staino: saggio non fare riferimenti a Charlie al Carnevale di Viareggio
Il vignettista premiato dalla Fondazione che organizza i corsi mascherati parla della decisione di non portare sui carri la strage di Parigi
VIAREGGIO. Dice che non avrebbe alcuna remora a riproporre il manifesto del Carnevale del 2002, quello in cui Osama bin Laden finiva rinchiuso dentro una bottiglia. Ma allo stesso tempo si dice convinto che sia stato ragionevole evitare riferimenti al massacro della redazione di «Charlie Hebdo» su carri e mascherate per motivi di ordine pubblico.
Il vignettista Sergio Staino incarna perfettamente il connubio tra il Carnevale di Viareggio e lo sberleffo ai politici di turno, e non solo per il premio speciale per la satira conferitogli in Fondazione Carmevale prima del corso mascherato: ha firmato la locandina ufficiale di 13 anni fa, disegnò il bozzetto per un carro poi realizzato da Emilio Cinquini e ha fatto da giurato per il corso mascherato d’apertura. E per lui parlare dell’irriverenza dei maghi viareggini è puro piacere.
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«Sono contento di essere tornato qui e di dare il mio piccolo aiuto a una manifestazione straordinaria che si trova in difficoltà - dice - Le costruzioni che ho visto sfilare mi piacciono, la qualità è alta. Quello dei carristi è un mestiere davvero impegnativo: io posso cambiare il soggetto di una vignetta da un giorno all’altro, ideare un carro di attualità politica con tre-quattro mesi di anticipo è un’operazione creativa che richiede uno sforzo notevole».
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Impossibile non parlare dei fatti di Parigi: «Dobbiamo combattere qualsiasi fanatismo. La satira è una forma di espressione intelligente che non deve essere messa a tacere, nemmeno da chi si sente offeso. Detto questo, credo che sia stata saggia la decisione di non fare riferimenti alla strage di Charlie Hebdo: il momento è particolarmente delicato, un buon padre di famiglia non deve fornire alibi di alcun tipo a qualche fanatico da strapazzo».
E il manifesto in cui Burlamacco, la maschera ufficiale del Carnevale di Viareggio, imbottigliava bin Laden? «Lo rifarei anche domani: non era assolutamente offensivo. Anzi: era molto ironico».
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