Il Tirreno

Versilia

Carnevale di Viareggio

Il sole non basta più È un altro incasso flop

di Claudio Vecoli
Il sole non basta più È un altro incasso flop

Solo 200mila euro dal botteghino: la metà esatta rispetto allo scorso anno I conti sono già in apnea: dalle ultime tre sfilate deve entrare più di 1 milione

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VIAREGGIO. Alla fine, in barba alle previsioni meteo, il corso si è fatto. E per buona parte perfino sotto un tiepido sole su cui nessuno, fino a ventiquattro ore prima, avrebbe scommesso. Così il dato dei trecentomila euro di incasso arrivato nel tardo pomeriggio da Palazzo delle Muse – seppur non entusiasmante se paragonato alla media dei terzi corsi – fa tirare un sospiro di sollievo. Per lo scampato pericolo. E perché la partita del pareggio di bilancio – con le ultime due sfilate – è ancora tutta da giocare.

Bicchiere mezzo pieno. Se i primi due corsi, in termini di risultati al botteghino, avevano lasciato l'amaro in bocca (soprattutto alla luce delle splendide giornate di sole che li avevano accompagnati), l'incasso di questa terza domenica di Carnevale induce più al sorriso che al rammarico. Certo, per mantenere in linea di galleggiamento i conti, negli ultimi tre corsi occorreva centrare un incasso medio di 350mila euro che non è stato rispettato. Ma faccia un passo avanti chi non avrebbe firmato un simile risultato sabato pomeriggio, quando mezza Toscana era sotto un nubifragio e la gran parte dei siti meteo lasciava intravedere una domenica non molto migliore della vigilia. Questo, ovviamente, costringe la Fondazione Carnevale ad alzare ulteriormente l'asticella per gli ultimi due corsi (ora la media-incassi delle ultime sfilate sale a 370mila euro), ma se stavolta il tempo non ci metterà lo zampino – e almeno per domenica 22 le previsioni sono incoraggianti – l'obiettivo non è poi così fuori portata. «Possiamo farcela: il traguardo dei 2 milioni e spiccioli complessivi di incasso non è così distante», commenta anche il commissario della Fondazione Stefano Pozzoli in serata.

Mascherate ai box. Ma la spada di Damocle del meteo non ha inciso solo sugli incassi. I timori che la pioggia si abbattesse all'improvviso sui viali a mare durante il corso mascherato (previsioni per altro sbagliate solo di poche ore, visto che intorno alle 20 la pioggia è tornata a scendere sulla città) ha infatti costretto la Fondazione Carnevale a rivedere il programma della sfilata. E a lasciare a riposo le mascherate in gruppo e le maschere isolate (l'unica sfilata è stata la maschera isolata fuori concorso “Pagine gialle” che così ha raccolto un po’ di meritata gloria supplementare). Una decisione presa poco prima dell'uscita dalla Cittadella, proprio alla luce delle tutt'altro che rassicuranti previsioni meteo. E partorita nel corso di una riunione fra il responsabile del corso, l'ingegner Paolo Polvani, e tutti i mascheratisti. «Purtroppo le previsioni a metà mattinata erano pessime – spiega Polvani – e così abbiamo dovuto prendere una decisione basandoci sui dati che avevamo a disposizione. I carri, con le nuove lavorazioni, in caso di pioggia si danneggiano molto meno di un tempo. Le mascherate, invece, realizzate in gran parte in cartapesta si sarebbero sciupate. Così, all'unanimità, abbiamo deciso di non farle uscire. E' chiaro che con il senno di poi qualcuno potrà pure criticare la decisione. Ma se si fossero verificate le previsioni, cosa si sarebbe detto in caso di uscita delle mascherate?».

Fuori programma. Certamente il pubblico presente ieri sui viali a mare, a causa della mancata uscita delle mascherate ha assistito ad uno spettacolo meno ricco. Però, per rimediare alla minore visibilità, i mascheratisti avranno una occasione supplementare (e fuori programma): sabato pomeriggio, infatti, mascherate in gruppo e maschere isolate sfileranno sui viali a mare in una sorta di antipasto del corso della domenica. Quanto alle classifiche, ieri ai giurati sono state consegnate soltanto le schede dei carri di prima e seconda categoria. I verdetti delle mascherate, di conseguenza, saranno stilati sulla base di sole quattro uscite anziché cinque. Nessuno, di conseguenza, avrà vantaggi (o penalizzazioni) da questa mancata uscita.

Claudio Vecoli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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