Il Tirreno

Versilia

La Viareggio Porto a un passo dal fallimento

di Donatella Francesconi
La Viareggio Porto a un passo dal fallimento

I diportisti, in attesa degli sviluppi della situazione, si preparano a pagare l'ormeggio mese per mese 

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Pagare mese per mese il dovuto per l’ormeggio della barca alla Madonnina, è questo il consiglio che l’avvocato Luca Picchi ha dato ai diportisti in assemblea. Basandosi - ha spiegato Picchi - sullo scenario più probabile: «La Viareggio porto è destinata a fallire. E l’unico Ente che ha in mano il futuro della Viareggio porto è l’Autorità portuale».

Ascoltare le voci dei diportisti fa rabbia, pensando che si sta parlando di una società oggi interamente pubblica, pur con un breve passato di parziale privatizzazione. C’è chi ha pagato il contratto dei tempi del socio privato, chi quello deciso dalla Giunta Lunardini nel 2010, ma anche chi non ha pagato niente dopo gli aumenti, chi ha saldato ma con le vecchie tariffe, chi ha pagato metà anno, chi ha dato un acconto...Il quadro che emerge è quello di una società pubblica che non riesce ad incassare e forse, nel corso degli anni e delle presidenze - non ha neppure saputo quanto realmente incassava e sulla base di quali contratti.

Tra i casi venuti alla luce  c'è quello di un diportista che ha raccontano alla sala affollata della Croce verde di occupare un posto come “transito” dal 1995. Pagando oltre tre volte quello che versano i suoi amici con la barca della stessa lunghezza ma assegnatari di un ormeggio fisso. Il regolamento della Viareggio porto prevede che il transito non superi gli otto giorni, con proroga giornaliera che non deve arrivare a sommare, in tutto, più di 180 giorni. Ed allora: quante volte 180 giorni dal 1995 ad oggi? «Dopo il 2008 - ricorda Fabio Alfieri, uno dei punti di riferimento del circolo nautico della Madonnina - ci fu un’indagine della guardia di finanza che aveva messo le mani proprio sulla questione dei transiti...Ma non se n’è più saputo niente».

C’è la questione dei pagamenti (e di come si arriva ad avere un posto barca, scenario tutto da chiarire, ancora) ma anche quella della sicurezza. «Come ci possiamo difendere dai danni che subiamo per la mancanza di sicurezza dei pontili», chiede Renzo che ha la barca al pontile numero uno e denuncia: «Quando vado nell’ufficio della società mi sento prendere in giro, con giustificazioni assurde rispetto ai disagi segnalati».

E poi - chiedono i diportisti - «come pagare? I conti correnti vecchi non sono più utilizzabili, perché i creditori li hanno bloccati. E la società chi chiede di pagare con assegno o contanti, avvisando i diportisti che comunicherà con loro solo per telefono o mail certificate là dove ve ne fosse la necessità», Intanto, il 9 febbraio della Viareggio porto si discute in Tribunale, davanti al giudice delegato, per l’esame dell’istanza di fallimento presentata da Stefano Dinelli.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa