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Versilia

Cartelli di protesta per i bimbi costretti a pagare

Cartelli di protesta per i bimbi costretti a pagare

Anche Re Carnevale, Enrico Petri, contesta la decisione e distribuisce attestati di cittadinanza carnevalesca

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VIAREGGIO. Una mamma si è presentata all'ingresso nord del circuito, lato Principe di Piemonte, con un cartello: «No bamboretto? No gratis». Tradotto: se sei viareggino non paghi fino a 12 anni. Per tutti gli altri bambini dai sette anni in su il biglietto si paga. E non è stata l’unica. Un’altra mamma, in piazza Mazzini, ne ha srotolato un altro: “Avete infranto il sogno dei bambini, vergogna”, c’era scritto.

Inutile dire che il primo corso di Carnevale a pagamento per i bambini non viareggini dai sette anni in su ha spiazzato, un po’ deluso e in qualche caso fatto arrabbiare le famiglie “straniere” costrette a dotarsi di cumulativo anche per i bimbi o a pagare 13 euro alle casse.

Ma si badi bene, la rabbia non è scattata tanto quando alle casse i genitori hanno pagato per i più piccoli quanto alle porte, quando mamme e papà, dotati del biglietto per il bimbo o la bimba perché non residenti, si sono sentiti dire: «Avete comprato il cumulativo? Potevate risparmiarvelo». «Ma come - hanno replicato i genitori - non erano cambiate le regole? Perché non vengono fatte rispettare? Noi il biglietto in più l'abbiamo comprato, che si fa? Ce lo rimborsano?». In effetti in pochi casi è stato richiesto ai genitori con figli agli ingressi se fossero o meno viareggini e se i figli avessero o meno attestati di residenza, carte di identità o, appunto, biglietti d’ingresso da mostrare. C'è da dire che la stragrande maggioranza del pubblico viareggino si era organizzata e, come da nuove disposizioni, per i figli sopra i sei anni è arrivata alle porte armata di cumulativi e documenti. Ma a quanto pare ha prevalso la linea di comportamento arrivata direttamente da Palazzo delle Muse: usare più carota che bastone agli ingressi del Carnevale, almeno il primo corso, per non creare situazioni spiacevoli. Con il risultato che alcuni bambini non viareggini sono entrati senza pagare, altri invece avevano il biglietto.

Per alcuni dei non viareggini paganti è arrivata, però, almeno una simbolica ma piacevole sorpresa. In piazza Mazzini hanno incontrato Re Carnevale, al secolo Enrico Petri, che contestando il provvedimento della Fondazione Carnevale sul far pagare i bambini al corso, ha di sua iniziativa ha stampato e distribuito attestati di “Cittadinanza carnevalesca onoraria”. «Far pagare i bimbi è sbagliato - dice Re Carnevale - perché è la loro festa». Così via a fermare intere famiglie con bambini: «Sei di Viareggio? No, vieni qui, c'è un regalo per te: da oggi sei cittadino onorario della città del Carnevale».

Valentina Landucci

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