Il Tirreno

Versilia

Tra Mori, Forassiepi e Viti finisce in parità

Nel primo confronto pubblico tra i candidati alle primarie fairplay e un nemico comune: Mallegni

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PIETRASANTA. Alla fine l’applausometro non ha premiato qualcuno in particolare. E del resto coloro - circa 200 - che venerdì sera hanno affollato il Sant’Agostino per assistere al primo confronto fra i tre candidati a sindaco delle primarie di coalizione del centro-sinistra, un’ idea su chi votare il prossimo 22 febbraio l’hanno già ben chiara in testa. Ma il rendez-vous fra Rossano Forassiepi, Luca Mori e Italo Viti - moderato da Il Tirreno e di cui abbiamo già dato conto nella cronaca di ieri - è servito comunque a rimarcare alcune differenze programmatiche fra gli stessi candidati.

E se Mori si propone come il «sindaco della discontinuità rispetto alla giunta Lombardi», Forassiepi dallo stesso Lombardi intende ripartire «anche se con uomini , metodi e velocità nuove», mentre Viti, forte del suo ruolo di non iscritto ad alcun partito intende farsi portavoce di un «riavvicinamento del cittadino al palazzo, alle istituzioni». Lo stesso Viti che nel volgere lo sguardo indietro ai cinque5 anni di mandato ha sottolineato come «atto che mi rende più orgoglioso la chiusura dell’inceneritore del Pollino. Un errore? Forse il fatto di non avere sempre verificato l'efficacia sul territorio dei progetti da noi approvati».

Per Mori il motivo di orgoglio è stato soprattutto quello «di rappresentare il nome di Pietrasanta all’estero in occasione di determinati eventi, mentre abbiamo sbagliato a non coinvolgere maggiormente la cittadinanza nella nostra attività amministrativa».

Mancata partecipazione rimarcata anche da Forassiepi, «ci siamo un po' troppo chiusi a palazzo e alla città, negli ultimi tempi, anche se poi l’approvazione del regolamento urbanistico è stato un grande segnale per il territorio».

Inevitabile, per lo stesso Mori, entrare nel merito del suo rapporto, problematico, con il sindaco Domenico Lombardi. «Sono sempre stato leale e ho portato tanti voti alla coalizione, ma già nel 2012 presentai una lettera di dimissioni, poi respinta, perché sentivo poca fiducia da parte sua. Poi, negli ultimi mesi questo disagio si è fatto ancora più forte e ho deciso di fare un passo indietro. Magari avrò fatto qualche errore anch’io, ma se il sindaco non ha fiducia in te, meglio andarsene».

E se sull'emergenza tallio e divieti di balneazione Viti, da assessore all'ambiente ha rimarcato «di non aver niente di cui rimproverarsi perché parliamo di due criticità - ha sottolineato - che abbiamo, a mio avviso, ben gestito», Forassiepi ha tagliato corto sulle voci che lo vedono “condizionato” dall’avere al suo fianco i politici «più vetusti del centro-sinistra pietrasantino. Anzi - ha detto – sono un motivo di arricchimento, così come lo sono i molti giovani che mi sostengono. Ascolto tutti e decido di testa mia: farò una giunta con pari numero fra uomini e donne».

Candidati all'unisono, invece, sulla necessità di un’amministrazione che coinvolga tutti i partiti del centro-sinistra, «anche se il veto sulla mia persona di Rc e Pdci non è stato un bel segnale» ha precisato Mori con missiva finale al nemico di sempre, Massimo Mallegni, probabile candidato a sindaco del centro-destra. «Se non hanno un’alternativa - parole di Forassiepi - a una minestra riscaldata, meglio per noi». «Non si può avere timore di un profilo come quello di Mallegni candidato» ha sottolineato Mori. Mentre più cauto Viti: «Mallegni va rispettato e non sottovalutato. È ancora oggi, penso, un riferimento per un certo numero di persone, anche se rappresenta un pensiero politico che spero, oramai, superato».(l.b.)

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