Il Tirreno

Versilia

Il sesso con il pensionato e la rapina finita nel sangue

di Corrado Benzio
La scientifica nella casa del delitto: era il 4 aprile 2014
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La scientifica nella casa del delitto: era il 4 aprile 2014

Il noir di Forte dei Marmi: lui, 72 anni, incontra la giovane rom all’uscita dalla messa. Lei lo seduce e gli carpisce notizie su Luana, poi uccisa in casa da una gang di complici

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FORTE DEI MARMI. In cambio di un po’ di sesso le passava notizie preziose. Sui soldi, i gioielli e le abitudini della povera Maria Luana. Informazioni essenziali che un pensionato di Vittoria Apuana forniva a Dana, la ragazza, anzi la vera capa del clan di zingari che uccise un anno fa una pensionata al termine di una brutta rapina in casa.

Franco - il nome è di fantasia - è del 1943, artigiano, ora in pensione, passava queste confidenze in cambio di attenzioni sessuali. Lui 72 anni, lei 23. Ma che importa, una rom è come merce, carne giovane da consumare. Ma quelle «attenzioni» a Franco sono costate care. È stato denunciato per favoreggiamento nell’omicidio di Maria Luana Mariani, 77 anni, trovata morta in casa il 4 aprile dello scorso anno. Una storia che ha portato Forte dei Marmi su tutti i tg d’Italia,non alla voce «vacanze» ma a quella più generica ed infamante su «l’Italia criminale»

carabineirIl pensionato denunciato, lei in carcere. Lui è stato solo denunciato mentre Dana Raducan è finita in carcere con l’accusa di concorso in omicidio (con dolo eventuale, spiegheremo cosa vuol dire). Già in carcere da tempo gli autori materiali della rapina finita in tragedia. Tre rom, uno è il marito di Dana, poi il complice ed un minorenne.

A colpire è la storia di questo signore che oggi si dice disperato. Franco conosce Dana all’uscita dalla messa a Vittoria Apuana. Che è la frazione meno nobile di Forte dei Marmi ma in realtà negli ultimi anni si è riempita di vip. A poche decine di metri dalla casa del delitto, via Viner 4, abitano Andrea Bocelli, Gigi Buffon, Mina. E solo per fare i nomi più celebri.

Franco sostiene che la rom si è offerta per fargli le pulizie in casa. Mosso a pietà la porta in casa. Dove però si passa dalla lavatura alla «stiratura» (la battuta è rubata a Totò turco napoletano). Una e più volte. Franco dà soldi e anche informazioni su Luana Mariani, pensionata che gira – ailei – con una vistosa collana d’oro al collo. Pensa di essere tranquilla nella capitale della Versilia, lo stesso commissariato di Polizia è a poche decine di metri. Dana è furba, astuta. Sa delle donna e chiede particolari a Franco. Che Dana sia scaltra lo sostengono sia Virgilio Russo, capo della Mobile, sia Dario Parrini, capo del commissariato di Forte.

Il sesso per carpire informazioni. È Dana ad organizzare la rapina finita in tragedia. È Dana che con un telefonino dal campo della Sipe, ex polverificio, spiega al marito (Marcel Raducan, 24 anni) e al complice Madalin Pau (19) come muoversi dentro la casa per trovare i soldi e i gioielli, cassaforte compresa.

La rapina va male. Non trovano soldi i due romeni (un terzo complice c’è ma senza nome: è minorenne), ma infilano a forza un fazzoletto in bocca a Luana. Che resta soffocata. Il trio fugge perché arriva una scampanellata. È suor Luigina che come ogni venerdì porta la comunione alla pia donna. Vede tutto e dà l’allarme. Ma Luana è morta.

Dana è come altre rom che vivevano in questo campo abusivo contestato. Lei ed altre ragazze si prostituiscono. La vicenda è venuta fuori in conferenza stampa. Le ragazze rom che passeggiavano in zona Stazione a Querceta, 5 chilometri da Forte, soddisfacevano le rinate voglie sessuali della pensionati della zona. Che si passavano informazioni su prestazioni, età, prezzi. Utilizzatori finali che la Polizia ha radiografato in questi mesi all’ombra dei Regionali e dei Frecciarossa.

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Beccato anche Franco. Che ha continuato a negare di avere a che fare con Dana. Poi, ammessa la conoscenza, ha risposto no alla domanda se avesse dato informazioni utili alla nomade. Insomma si è difeso come ha potuto. Uno scenario allucinante. I ladri sono rom, e qui non si sfugge. Ma intorno gira questa fauna di italiani che approfittano di giovani ragazze. La ciliegina è, chiaramente, l’incontro all’uscita dalla messa.

Ora Franco è dato come distrutto. Da settimane era sotto torchio e agli amici ha confidato più volte che non c’entrava niente con la vicenda di Luana. La conferenza stampa era dedicata all’ultimo arresto dell’omicidio di Luana Mariani. Dana è personaggio clou della vicenda. Non solo per il ruolo avuto nel colpo, ma anche per il depistaggio.

Dana il personaggio chiave. «È lei che ci aveva indicato un albanese come responsabile della rapina - spiega il capo della Mobile, Russo - ed in effetti in un primo momento le piste potevano essere due: quella dei rom e quella degli albanesi. A Dana abbiamo dato anche soldi, poche decine di euro, per dimostrare che avevamo fiducia in lei e nelle sue parole». Un gioco di scaltrezza fra la Polizia e la nomade. Un gioco dove la Polizia ha messo un campo tutti i suoi uomini migliori, le intercettazioni, i controlli sulle celle dei telefonini, la visione dei filmati di decine di telecamere. È una Polizia che piace e si piace. Che il lavoro investigativo sia stato egregio, lo ha sottolineato lo stesso gip del Tribunale di Lucca, dottoressa Silvia Mugnaini.

Talvolta nel cittadino c’è meno consapevolezza del lavoro di polizia e carabinieri. Come quando pensi che non si dà importanza alle strane presenze di immigrati nelle stazioni di notte. Ma non è così. Poche sere fa le volanti hanno portato in caserma a Forte dei Marmi tre giovani marocchini un po’ prepotenti beccati in centro a Pietrasanta. Portati in commissariato non hanno potuto fare altro che dargli un foglio con cui presentarsi all’ufficio stranieri della Questura a Lucca. Mentre il trio usciva ha strappato platealmente quei fogli, cominciando a danneggiare le auto in sosta. Sono usciti gli agenti di corsa e uno ci ha rimesso un dito, mentre il trio è stato associato, come si dice, a San Giorgio, ovvero in una delle patrie galere toscane.

01-_WEBDenunciata anche la nomade che ha organizzato la fuga. Torniamo a Dana e le altre. L’operazione ha portato alla denuncia, sempre per favoreggiamento, di un’altra persona. È una ragazza, anche lei rom, che abitava al campo nomadi con Dana. Ha 30 anni - niente nomi perché è solo indagata - ed è inguaiata perché la sera stessa dell’omicidio ha organizzato la fuga degli assassini. Che il giorno dopo erano già in Romania, ma dopo essere passati dalla ex Yugoslavia. Soprattutto dopo essere transitati dal campo nomadi di Coltano. A conferma che fra i rom non ci sono solo angeletti con cui fare i selfie, ma un livello meno innocuo. In grado di far sparire dal luogo del delitto tre uomini in fuga. Una sorta di servizio di mutuo soccorso.

Ma le telecamere di Forte, quelle usate da russi e indigeni per difendere la privacy e i soldi, hanno immortalato una bicicletta in fuga con un cestello particolare. Che viene riconosciuta dagli agenti. La mattina della rapina mortale è stata vista al campo rom di via della Sipe. La polizia era lì quel 4 aprile. Doveva sgombrare quel campo abusivo, ma fu tutto rimandato perché non era arrivata la ditta incaricata dei lavori.

Raducan e Madalin vengono presi giusto un mese dopo l’omicidio, in due villaggi romeni al confine con la Serbia. L’omicidio con dolo eventuale che viene loro contestato sta a significare che non volevano ammazzare, ma che erano consapevoli che le loro azioni potevano portare alla morte della povera vittima.

Una brutta, bruttissima storia, quella di Forte dei Marmi. La storia di un Paese degradato. O forse, più semplicemente, la storia di un paese, l’Italia, che non crede più in niente. Al massimo in un qualche piacere spicciolo, da utilizzatori finali (copyright Ghedini, avvocato di Berlusconi sul caso Bunga Bunga) da comprare all’ombra di un Locale Lavorativo (un tempo i regionali si chiamavano così: nome diverso stessi ritardi) che va a Spezia, ma non ferma a Massa Zona Industriale e Romito Magra. Altrimenti anche lì troveresti qualche nomade che ti legge la mano, come diceva la canzone di Iva Zanicchi. Ma poi, purtroppo, va oltre. Come Dana col pensionato e con la povera Luana.

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