Il Tirreno

Versilia

Ecco i nomi dei primi dieci giurati che voteranno carri e mascherate

di Claudio Vecoli
Ecco i nomi dei primi dieci giurati che voteranno carri e mascherate

A giudicare le opere in concorso attori, scultori, vignettisti, diplomatici e uomini della comunicazione Ciascuno stilerà una propria classifica: i vincitori usciranno fuori dalla somma di tutte le graduatorie

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VIAREGGIO. Ci sono attori, scultori, vignettisti, giornalisti, uomini (e donne) della comunicazione, diplomatici, avvocati. Alla vigilia del primo corso, la Fondazione Carnevale ha ufficializzato e resi noti i nomi dei primi dieci giurati chiamati a dare i propri voti a carri e mascherate in concorso.

Per la giuria che valuterà i carri grandi e le maschere isolate sono stati chiamati - in rigoroso ordine alfabetico - Serena Lippi (console italiano in Costa Azzurra e viareggina di origine), Paolo Pardini (nuovo responsabile della Tgr della Toscana), Angelo Santoro (vice direttore della comunicazione Mediaset), Sergio Staino (conosciutissimo disegnatore satirico) e Park Eun Sun (scultore nato in Corea del Sud ma che da molti anni vive e lavora a Pietrasanta).

A stilare le prime classifiche di carri piccoli e mascherate in gruppo saranno invece Irene Mari (direttore di Florence Multimedia), Daniela Poggi (attrice, conduttrice televisiva e di recente anche assessore alla cultura del comune di Fiumicino), Giammario Rocchitta (avvocato dello Stato), Rudy Salles (deputato all’Assemblea nazionale francese e vicesindaco di Nizza) e Michele Sciancalepore (direttore di Tv2000).

Ma come funzionerà, quest’anno, il meccanismo per sfilare le classifiche finali di carri e mascherate. A grandi linee riproporrà il metodo già adottato lo scorso anno. Ovvero in occasione di ogni corso saranno chiamati dieci giurati. Poi, al termine delle cinque sfilate, un notaio stilerà la classifica finale delle quattro categorie in concorso componendo le graduatorie parziali di ciascun giurato.

La formula. In buona sostanza ognuno dei cinque corsi mascherati avrà una propria giuria e, di conseguenza, una propria classifica. Questo, in concreto, significa ad esempio che i dieci giurati che valuteranno le opere che sfileranno durante il primo corso stileranno (e depositeranno dal notaio) le loro classifiche già la domenica sera. E non potranno più ritoccarle. La domenica successiva a giudicare i carri per la seconda sfilata saranno invece altri dieci giurati. E così via fino all’ultimo corso di sabato 28 febbraio. E, naturalmente, ciascun giurato sarà chiamato a vestire i panni del giudice soltanto per una sfilata.

Considerato che i corsi sono cinque, a giudicare le opere in concorso saranno chiamati in cinquanta: venticinque valuteranno carri grandi e maschere isolate mentre agli altri venticinque toccherà il compito di valutare carri piccoli e mascherate in gruppo.

Come si voterà. Chi è chiamato a dare il proprio giudizio sulle opere in concorso dovrà semplicemente stilare una propria classifica dal primo all’ultimo classificato. Al primo sarà attribuito un punto, al secondo due punti e così via. Vincerà la costruzione che al termine dello spoglio di tutte le schede otterrà il punteggio minore. Arriverà ultima, al contrario, quella che avrà il maggior punteggio complessivo.

Nelle schede che verranno consegnate ai giurati non ci sarà dunque spazio per voti (per evitare che qualche giurato un po’ troppo partigiano - come già accaduto in passato - possa deliberatamente "stroncare" o esaltare troppo questo o quel carrista). Né ci saranno "voci" da dover valutare singolarmente (colore, movimento, soggetto, ecc.). Ciascuna scheda conterrà solo e soltanto una graduatoria secca. Senza possibilità di ex aequo.

@ClaVecoli

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