Sicurezza
Festa in Vaiana per i 70 anni della Bendini
Fra i vanti della ditta essere il più antico concessionario di bici capolavoro marcate «Umberto Dei»
FORTE. Bendini” al Forte è da sempre sinonimo di bicilette, anzi dell’antica bottega artigiana, oggi retta da Roberto Capovani e da suo figlio Franco, alle soglie di Vaiana, che fu creata in anni ormai lontanissimi da Alfredo Capovani. E proprio a questo pioniere delle attività turistiche del Forte, stamani (sabato) sarà dedicato il giardino pubblico che affianca il Ponte di Tavole e lì, alle 11, il sindaco Buratti inaugurerà anche il monumento in ricordo di Alfredo, la cui attività compie oggi settant’anni e si può fregiare del titolo della più vecchia concessionaria italiana della “Umberto Dei”, quella delle biciclette capolavoro ancora oggi in produzione limitata. A fare gli onori di casa il figlio Roberto, attuale gestore del negozio, che accoglierà il sindaco Buratti e tutti gli amici venuti a salutarlo. Fu proprio il padre Alfredo ad aprire il primo negozio a Forte dei Marmi nel 1944, nella cantina della sua casa in via Martiri della Sassaia e già nel 1945 si trasferì poco distante dalla sede attuale, nei locali dell’attuale “Pasticceria Angelo”, sede che fu poi inaugurata nel ’57 e il negozio del “Bendini” divenne poco a poco quello che è oggi. Alfredo Capovani fu un vero personaggio degno della storia del Forte d’anteguerra: nel 1933 fece assistenza al Tour de France a Teani che correva su una “Dei” e proprio il mitico Umberto, titolare della ditta, in quell’occasione gli fece conoscere anche Carlo Guzzi, fondatore dell’altrettanto prestigioso marchio di motociclette con cui intrattenne una lunga amicizia cinquantennale. Nel 1934 sempre Capovani dona due bici prototipo a Umberto II e a Maria José che sono al Forte, prima a Vila Agnelli o al Grand Hotel per due settimane di vacanza, una conoscenza che nel 1935 gli varrà addirittura una chiamata a San Rossore (che raggiunse ovviamente a cavallo di una bicicletta) per riparare le ruote a raggi di un’auto dei Savoia che era rimasta a terra. Riparazione che gli vale un lasciapassare per Casa Savoia e il ringraziamento dei Reali. Sempre nel ’35 Guzzi lo chiama a Mandello del Lario, allo storico stabilimento, dove tornerà anche dopo la Guerra, nel 1949, anche grazie all’amicizia con il progettista ing. Minucci, maturata proprio durante le vacanze al Forte, e che lo chiamò per aiutarlo a montare alcuni prototipi tra cui la “Gallinella” Guzzi mai andata in produzione. Fra i suoi amici anche il Campionissimo Luigi Ganna che nel 1909 vinse la prima edizione del Giro d'Italia. Franco A. Calotti
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