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Dati: 4 nomi per il sindaco Del Ghingaro? No comment

Dati: 4 nomi per il sindaco Del Ghingaro? No comment

Il segretario Pd tiene ancora nascosti i possibili candidati alla guida del Comune e ribadisce che prima di parlare di primarie bisogna «sciogliere i nodi politici»

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VIAREGGIO. «Ho tre o quattro nomi per il candidato sindaco del Pd. Sto dialogando con loro. La scelta definitiva tra tre settimane». Per Beppe Dati, segretario del Partito democratico della Versilia e commissario del Pd viareggino, è ancora troppo presto per calare le carte che sta giocando in vista del voto del 17 maggio. Ripete che innanzitutto bisogna pensare ai gravi problemi della città, a come risolverli, con quale programma e con quali alleanze. Solo dopo si potrà parlare di nomi. Anche se in realtà il tempo inizia a stringere ed è proprio su quelli che inizia ad accendersi il dibattito. Come dimostra la candidatura dell’ex sindaco di Capannori Giorgio Del Ghingaro avanzata da Rossella Martina del movimento “Viareggio tornerà bellissima”: un candidato che avrebbe il profilo perfetto per Viareggio visto che in pochissimi anni ha risanato un comune sull’orlo del crac come Capannori trasformandolo in un modello preso ad esempio in tutta Italia e all’estero per la gestione dei rifiuti e il modello partecipativo con cui ha gestito ampi settori della cosa pubblica.

«La candidatura di Del Ghingaro? Avanzare nomi sul giornale senza aver consultato nessuno, neanche il diretto interessato, non è un metodo costruttivo che può portare a risultati» risponde seccato Dati prima di ribadire l’identikit del suo sindaco ideale: «Ci vuole una persona autorevole, che dia alla città la sensazione di avere le competenze necessarie a levarla dalla palude in cui si trova, che ne conosca i problemi, che sia libera da condizionamenti di basso profilo. E che sia disponibile a costruire una squadra di governo di qualità. È chiaro che un personaggio di questo genere non può essere un novizio, ma è opportuno che si dia alla città la sensazione di avere cercato di proporre persone la cui vicenda politica non appartiene al passato. Se l’abbiamo individuata? Ci stiamo lavorando. Quanti i nomi in ballo? Tre o quattro».

Alla domanda se ne potrebbero essere presi in considerazione anche altri, Dati replica così: «Non lo escludo. Del Ghingaro? Non voglio rispondere su nomi specifici». E se gli si fa notare che questo non è un no, ribatte pronto: «Non è neanche un sì».

Infine un messaggio chiaro a chi nel partito chiede le primarie: «Le primarie non possono diventare un escamotage per eludere i nodi politici. La selezione di una classe dirigente, le scelte sul programma, la linea politica e le decisioni sulle alleanze non possono essere decise dalle primarie. Cosicché chi le vince fa il sindaco, sceglie la giunta, decide il programma e poi anche le alleanze. Il Pd così si ridurrebbe a un comitato organizzatore delle primarie. Inoltre noi veniamo da un’esperienza specifica che rende necessario sciogliere prima molti nodi politici: e non sono le primarie a risolverceli».

Luciano Menconi

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