Il Tirreno

Versilia

Carnevale di Viareggio

Carnevale di Viareggio, apertura sottotono

Claudio Vecoli
La cerimonia dell'alzabandiera
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La cerimonia dell'alzabandiera

Senza fuochi d'artificio, freddo polare, poco pubblico in piazza Mazzini. E la polemica del commissario prefettizio per la mancata esecuzione dell'Inno di Mameli

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VIAREGGIO. Una apertura low cost. Senza fuochi d’artificio (posticipati al termine del primo corso), con pochi mezzi a disposizione (a cominciare dal palcoscenico, mai così misero) e funestata da un freddo polare che - dopo il tramonto - ha messo a dura prova il (poco) pubblico presente in piazza Mazzini. Nell’anno della spending review commissariale, la cerimonia di inaugurazione del Carnevale non brilla certo per ricchezza. E questo malgrado l’impegno messo in campo dalle tante persone (ballerini, figuranti, ospiti) che hanno dato il loro contributo per cercare di scaldare il gelo (non solo metereologico) che si respirava nell’aria.

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La protesta degli albergatori. A vivacizzare un po’ l’atmosfera ci hanno pensato le polemiche. Una prima, palese, è andata in scena all’inizio della cerimonia di apertura con una delegazione di albergatori che è salita sul palcoscenico con tanto di striscioni per protestare contro la tassa di soggiorno alzata al massimo «che uccide Viareggio».

Polemica sull'Inno di Mameli. Una, invece, consumatasi dietro le quinte, che ha avuto come protagonista il commissario prefettizio del comune. Valerio Massimo Romeo, molto attento alla forma, quando ha appreso che nella scaletta che precede l’alzabandiera non era prevista l’esecuzione dell’Inno di Mameli, ha infatti chiesto espressamente che venisse inserito. Ma dopo un intenso conciliabolo è stato deciso che il programma dell’alzabandiera non sarebbe stato cambiato. E che l’unico inno eseguito sarebbe stato quello del Carnevale con gli squilli dell’Orselli prima e La Coppa di Champagne poi. Una decisione che non è stata affatto gradita dal commissario prefettizio che subito dopo la fine della cerimonia se ne è andato via a tutta velocità a bordo dell’auto di rappresentanza scortata a sirena da due motociclette dei vigili urbani.

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Apertura senza fuochi. Alla luce dell’esperienza di ieri c’è da chiedersi adesso se sia davvero il caso di non ripensare la cerimonia di apertura se anche in futuro si deciderà di posticipare al primo corso mascherato i fuochi d’artificio. E se piuttosto non sia il caso di spostare l’inaugurazione alla Cittadella del Carnevale dove in tantissimi, ieri pomeriggio, sono andati a dare l’ultima sbirciata ai carri in fase di ultimazione.

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