Proteste
Chiesto maxi risarcimento per la morte di Sascha
Per l’incidente in Versiliana nel quale perse la vita il giovane di 20 anni i familiari vogliono dal Comune di Pietrasanta 800mila euro di danni
MARINA DI PIETRASANTA. Aveva 20 anni, Sascha Mancini, quando alla guida del suo scooter, in una notte di fine agosto andò a sbattere contro una sbarra all'interno del parco della Versiliana. Uno schianto devastante e fatale che lasciò e lascia ancora oggi nel dolore tutti coloro, su tutti i familiari che volevano un gran bene a questo ragazzo che lavorava come panettiere e che, seppure giovane, aveva già dovuto condividere le asprezze della vita.
Tre anni e mezzo dopo la famiglia di Sascha ha chiamato in causa il Comune per quella morte celata nell'oscurità del parco di Fiumetto chiedendo un risarcimento danni. «Ho appreso la notizia di questa richiesta danni pari a 800 mila euro, dai nostri avvocati. Non voglio, ovviamente, entrare nel merito, anche perché sarà un tribunale civile ad esprimersi ed ogni commento, oggi, mi sembrerebbe fuori luogo, considerando poi il fatto che non sono stato in causa. Resta ovviamente il dolore per questo tristissimo incidente» sono le parole del sindaco Domenico Lombardi.
Nei giorni successivi all'incidente - che ovviamente destò polemiche e domande per la sua dinamica - la Procura aprì un'inchiesta con un'ipotesi di reato colposo, su cui sembra poggiare la tesi della famiglia Mancini. Quella stessa Procura che proprio per fare chiarezza sull’accaduto ed eventuali responsabilità andò a ritroso nel tempo, ben 30 anni, per rileggere le motivazioni che certificarono il posizionamento delle sbarre nel parco.
Resta ancora oggi, sullo sfondo, una sola domanda: dietro la morte di Sascha c'è stata o meno negligenza da parte del Comune visto che la sbarra incriminata, abbassata al momento dell'incidente, non sarebbe risultata segnalata o evidenziata con catarifrangenti o altro? La posizione del Comune non è cambiata. «La Versiliana non è un strada come un'altra, ma un'area boschiva. Per questo motivo - si disse - non servivano segnalazioni particolari e non si dovrebbero applicare, nel contesto, i dettami del codice stradale. Premesso questo il parco, dalle 21 alle 7, è vietato a persone e mezzi. Anzi, auto e motori, se non appunto autorizzati, nel parco non possono mai accedere». Di conseguenza Sascha, con il suo scooter, ribadirono alla Procura i referenti degli uffici comunali, non doveva trovarsi a viaggiare in quella sede. Parole e tesi confutate dalla famiglia del ragazzo che parlò subito di morte evitabile.
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