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Versilia

Se i megafitti bloccano tutto il commercio

Se i megafitti bloccano tutto il commercio

Da Adriano al Porto, da Fappani ai locali di Forte, difficile per gli affittuari reggere a certe cifre

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VIAREGGIO. Quella degli affitti è una guerra che i commercianti perdono già in partenza. In realtà chi ri mette è la città.

Le cifre per avere un fondo sono alte e spesso non più commisurate alla realtà di crisi dei consumi. E’ vero che è il mercato che fa il prezzo, ma i 10mila euro chiesti ad alcuni imprenditori per rilevare Fappani sono difficili da sostenere. Forse solo i vecchi affittuari. E non c’è ironia che tenga: era la Camorra a gestire quello che era un gioiello della città.

Anche il Porto ha chiuso. Tanti i motivi ma i 6mila euro di affitto che pagava al gruppo Azimut Beneetti non erano poco. Sempre meno dei 10mila che un altro celebre locale di via Coppino paga ogni mese al proprietario dei muri.

L’elenco è lungo. Adriano sta per lasciare via San Francesco dove pagava 6mila euro al mese per spostarsi nella sede del vecchio Quinto Elemento, dove paradossalmente, l’affitto è più basso. Paradossalmente perchè il Quinto Elemento si trova in via Verdi a 200 metri dalla Passeggiata.

Gli affitti troppo alti sono un grande problema anche a Forte dei Marmi. Tanti ottimi ristoratori, ad esempio, volevano aprire a Forte dei Marmi e smuovere un po’ un mercato legato troppo ai soliti noti (Bistrot, la Barca, Maitò, Orsa Maggiore,).Ma nomi importanti hanno trovato come ostacolo insormontabile l’affitto. Un nome per tutti è quello di Filippo Di Bartola, oggi la migliore cucina di Pietrasanta che un paio di anni fa ha tentato lo sbarco a Forte (dove già aveva lavorato in un noto ristorante) ma ha dovuto fare marcia indietro. Da oculato imprenditore ha capito che il gioco non ne valeva la candela.Una situazione simile si sta registrando anche a Pietrasanta. Anche nel centro storico le cifre degli affitti sono alle stelle, con una parte del centro storico – vedi via Mazzini – già finita nelle mani di jenseri e straccetti vari. Anche lì, come crollano i Bartoli con i loro negozi di qualità, sarà la fine per la strada principale di Pietrasanta.

Purtroppo dicevamo è il mercato che fa il prezzo e comunque sui proprietari dei muri pendono tasse enormi. Ma di fatto anche quel mercato – attraverso le tasse comunali – potrebbero essere regolato.

Non solo, in certe situazioni, negozi ed attività varie insistono su suolo pubblico. Come le concessioni della Passeggiata. In quel caso, quando le chiusure sono prolungate, possono subentrare anche le decadenze.

Insomma le leggi di mercato sono sovrane, ma quando vanno contro il commercio sarebbe il caso di modificarle e tenerle sotto controllo. Le leggi ci sarebbero. Pensiamo solo ai piani delle funzioni che i Comuni possono adottare.

Il resto è noia, negozi chiusi e tanti giovani di talento che restano senza la possibilità di esprimersi.

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