Il Tirreno

Versilia

Romeo: il sindaco governi da commissario

di Donatella Francesconi
Romeo: il sindaco governi da commissario

Duro messaggio alla politica: «L’unico colore di Viareggio è e sarà il dissesto da oggi e per cinque anni almeno»

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VIAREGGIO. Ridurre per un mese, in occasione del Carnevale, la tassa di soggiorno? Valerio Massimo Romeo, commissario prefettizio al posto di quell’amministrazione Betti che non ha trovato la quadra per restare in sella, racconta di averci provato: «Il ministero ha risposto di non pensarci neppure…». Già. Perché il Comune in dissesto è sotto controllo. E tale resterà «almeno per i prossimi cinque anni». Tanto durerà, infatti, il lavoro dei commissari dell'Organismo straordinario li liquidazione, previsto dalla normativa sul dissesto ma ancora lontano dall'insediarsi a Viareggio con un ritardo che nessuno sa spiegarsi. Se non con un tentativo romano di allungare il brodo, perché sia la politica del dopo elezioni amministrative, quella politica che ancora si ritiene tutto possa, a confrontarsi con i commissari del dissesto. Invece del commissario prefettizio "cattivo".

Ma è diretto proprio alla politica che verrà il messaggio che Romeo lancia dalle pagine del "Tirreno": «Il Comune di Viareggio ha un solo colore: quello del dissesto». Così che al prossimo sindaco non resterà che «governare con determinazione e fare quello che è necessario fare, uno e trino come è il commissario prefettizio, senza guardare in faccia a nessuno, nemmeno ai rioni…».

Questo non significa che Romeo non abbia capito Viareggio: «La città non è Alessandria…Ha il Carnevale e la sua Coppa, il Festival pucciniano, il porto da sviluppare… Governare Viareggio vuol dire farsi il problema di non chiudere tutto questo. Ma la situazione economica è talmente grave che non si andrà da nessuna parte se la politica non sarà solidale, col pensiero fisso al fatto che il dissesto ricade sui cittadini». Chiunque diventi sindaco, insomma, «dovrà essere messo in condizione di operare nel massimo dell'unione con Giunta e consiglio comunale». In sintesi, come a dire che il dissesto ha "spianato" anche i "giochetti" della politica tutta.

Politica che ha espresso quelle amministrazioni - dal 2005 al 2012 - che la Corte dei Conti della Toscana accusa di aver collezionato «una serie di anomalie, inadempienze contabili e amministrative» gestite con «una diffusa e persistente tendenza a nascondere la reale entità dei problemi dietro soluzioni puramente contabili o peggio illegittime».

Uno dei risultati, dissesto a parte, è l'esplosione della galassia delle partecipate, con i dipendenti della Viareggio Patrimonio che non hanno riscosso lo stipendio. «Stiamo cercando di trovare una soluzione», spiega Romeo: «Anche se la situazione della Viareggio Patrimonio non si risolve se non si avvia un processo di ristrutturazione aziendale che prevede una internalizzazione dei beni della società». Il Comune, insomma, si deve riprendere «quella gestione di servizi essenziali alla quale ha abdicato». Interrompendo uno stato dell’arte «nel quale abbiamo tutto un sistema immobiliare, dallo stadio al Palazzetto, dal Centro congressi alla piscina, che va in degrado». Degrado sul quale resta sospesa la domanda delle domande: «Ma perché anche i beni sono stati ceduti dal Comune alla Viareggio Patrimonio?».

La situazione della società "in house" è forse la peggiore. Gravata dallo scontro con il Comune sul dare e avere, taglio del contratto di servizio compreso che l'amministrazione prefettizia ha dovuto effettuare per far quadrare il bilancio dell'Ente. All'amministratore unico Gianluca Ruglioni, il commissario riserva parole nette: «Ruglioni è il Comune e non la controparte dell'Ente. Se entra in quest'ottica è un bene per i cittadini…». Affermazione alla quale si aggiunge il quesito-rompicapo nella Patrimonio-story: «Una società che non riesce a portare in fondo il principale dei suoi compiti, che è quello di riscuotere, come può fare assunzioni?».

I prossimi quattro mesi - annuncia Romeo - «saranno dedicati alle società partecipate». Mentre va avanti l'azione di risanamento dei conti; «Ho dato il via ad altri otto pensionamenti e rispetto al dissesto abbiamo recuperato sei milioni e lavorato a due ipotesi di riequilibrio». Ogni settore del Comune ha infine fatto pulizia nei residui attivi e passivi. Con qualche "sorpresa" che meriterebbe spiegazioni. Per esempio sul fronte dei lavori pubblici: «Ho dato incarico al dirigente Allegretti di rendicontare al più presto quattro milioni che non sono ancora stati rendicontati». In uno scenario di Comune che non rendeva conto alla Regione con Firenze che si guardava bene dal fare domande…

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