Il Tirreno

Versilia

Polo Nautico, c’è il no ufficiale al frazionamento

di Donatella Francesconi

Il Comitato portuale ha respinto la richiesta presentata dalle imprese nel nome dell’interesse pubblico che viene prima di quello dei privati

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VIAREGGIO. C’è un interesse pubblico nel porto di Viareggio ed il Comitato portuale dell’Authority regionale ieri ha deciso che è importante difenderlo e affermarlo. È con queste motivazioni che i componenti del Comitato portuale - Regione (assessore Vincenzo Ceccarelli), Provincia (assessore Francesco Bambini) e Comune (sub commissario Mario Tommasino) - hanno dato parere contrario alla richiesta di frazionamento della concessione dell’area di Polo Nautico. Si è astenuto, invece, il rappresentante della Camera di Commercio, Luca Poletti, presidente della Cna provinciale.

Gli industriali della nautica che partecipano all’azienda consortile scontano - nel diniego del Comitato portuale - il fatto che «nella relazione istruttoria a suo tempo eseguita dal segretario dell’Autorità portuale non vi è alcun programma o piano di sviluppo economico, presentato da parte delle società né dagli stessi richiedenti il subentro, dai quali emerga che dal frazionamento consegua un incremento delle attività cantieristiche e di refitting inerenti le concessioni, tali anche solo da far presumere un miglioramento dei livelli occupazionali rispetto all’attuale critica condizione degli occupati». Ed è forse la prima volta che alle aziende della nautica vengono chieste credenziali che vanno ben oltre il peso del nome/marchio/storia/entrature politiche.

E la deliberazione del Comitato portuale lo ricorda in un altro passaggio, là dove si richiama il fatto che la proposta di frazionamento di inserisce «in una fase in cui sono in corso le procedure di revisione del quadro generale della gestione dell’ambito portuale e delle norme di pianificazione le cui conclusioni devono essere coerenti con gli obiettivi strategici e gli indirizzi operativi della disciplina di Masterplan delle rete dei porti toscani e del Piano regionale integrato delle infrastrutture e mobilità». Tra i cui obiettivi - ricorda il Comitato portuale - «vi è l’accrescimento della “dotazione e la qualità infrastrutturale ed impiantistica dei servizi destinati al settore produttivo di yacht e megayacht».

Tutto ciò considerato, il Comitato ha deciso, dando quella risposta che il Tar della Toscana aveva ordinato all’Authority di fornire ai richiedenti in relazione al procedimento amministrativo aperto nel 2010 con il Comune, all’epoca competente in materia di concessioni demaniali portuali. Una decisione presa «considerato che il più rilevante interesse pubblico, quale migliore garanzia di una proficua utilizzazione della concessione, è attualmente quello di mantenere la sia unitarietà per evitare potenziali conflitti con le previsioni generali di gestione dell’ambito portuale che saranno oggetto di valutazione nel percorso di redazione ed approvazione del nuovo Piano regolatore portuale».

A tutto questo, per motivare il parere negativo il Comitato portuale aggiunge la considerazione che «risulta dagli accertamenti effettuati come alcuni dei soggetti richiedenti il subentro sono attualmente in stato di liquidazione della società, condizione tale da non garantire, con il frazionamento, una prospettiva capace di elaborare un piano di sviluppo per incrementare le attività e, di conseguenza, l’occupazione».

Certo, tira aria di revisione possibile del provvedimento. Tanto che Luca Poletti, nel motivare la propria astensione (vedi box in questa pagina), fa sapere di aver chiesto «che ufficialmente fosse riaperta una trattativa in modo che quest'area non fosse considerata non frazionabile a priori. A fronte di questa garanzia ho scelto di astenermi dal voto». Ed una conferma delle parole di Poletti sembra arrivare dal comunicato diffuso ieri dalla Regione: «Comprendendo anche le istanze espresse dalle aziende, le istituzioni ritengono comunque opportuno proseguire il confronto per avviare una strategia complessiva di rilancio e di sviluppo della cantieristica che possa trovare nella ricomposizione e nella collaborazione tra le parti la migliore soluzione. In questo senso, fin dalle prossime settimane, la Provincia di Lucca convocherà, in accordo con la Regione ed il Comune di Viareggio, tutte le parti interessate per un incontro di lavoro».

Certo è che il segnale peggiore per il porto di Viareggio - indicatore di scarsa serietà istituzionale - sarebbe un passo indietro rispetto alla decisione del Comitato portuale non appena chiuse le urne delle elezioni amministrative di maggio (regionali e comunali). Alle imprese della nautica, forse per la prima volta, gli Enti che tutelano il bene pubblico chiedono di essere oltre che apparire. La sfida è tutta aperta e nessuno può tirarsi indietro ora che il dado è tratto...

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