Attenzione
Nella rete 800 commercianti
I dati choc dell’ultimo rapporto: le operazioni in odore di mafia crescono del 58%
VIAREGGIO. Sono 800 i commercianti finiti nella rete degli usurai. Il dato è dell’associazione Sos impresa e riguarda l’intera provincia di Lucca. Ma è la Versilia che, in questo senso, fa la voce grossa. E quindi il dato versiliese può considerarsi vicino a quello totale della Lucchesia.
L’altra statistica allarmante fornita dallo studio di Confesercenti è l’incremento delle cosiddette operazioni sospette, cioè tutte le attività che vengono ritenute in odore di mafia. E che nel 2013 sono cresciute del 58% in provincia di Lucca, rispetto a una media regionale che è del 7,7%.
«Le situazioni peggiori riguardano le località turistiche, come la costa e le isole livornesi, la Versilia e Montecatini Terme, oltre a tutto il territorio del tessile pratese», conferma Lino Busà, presidente nazionale di Sos-impresa. Non a caso Pistoia è dodicesima su cento nella classifica delle province con il più alto indice economico-finanziario di rischio usura, calcolato prendendo in considerazione i fallimenti, i protesti bancari, i pignoramenti e altri fattori, Prato quattordicesima, Lucca ventiduesima, mentre Pisa, Firenze e Livorno stanno tra il trentunesimo e il trentaquattresimo posto.
L’associazione Libera nel rapporto “Usura, il Bot delle mafie”, presentato a Roma nel 2012 cita alcuni dati provenienti dalle informazioni Uif della Banca d’Italia circa le segnalazioni di operazioni sospette: secondo i riferimenti della Guardia di Finanza, a fronte delle oltre 18.000 segnalazioni per le quali nel periodo 2010-2011 si è completato l’approfondimento investigativo, 8.365 (circa il 46%) sono confluite in procedimenti penali aperti presso varie Procure per riciclaggio e reimpiego di proventi criminali, usura, abusivismo finanziario, truffa, reati tributari. In Toscana le operazioni sospette sono cresciute del 7,7%, con punte che toccano +58% nella provincia di Lucca.
«I commercianti coinvolti nella provincia di Lucca - conclude il rapporto di Sos impresa - sono circa 800, la maggior parte dei quali versiliesi».
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